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Notizia del 08/11/2019


 

L'ACCADEMIA E LA SITUAZIONE DELL'AGRICOLTURA ITALIANA

I progetti per tutela del territorio, quelli di internazionalizzaizone accademica e un focus generale 
sull'agricoltura italiana a fronte di dazi internazionali e della nuova manovra di bilancio,
nell'intervista al Presidente Prof. Giorgio Cantelli Forti pubblicata da "Italia Oggi".

 


 

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«Sono un europeista convinto, però l'Italia deve svegliarsi. Il capolavoro della nostra incuria è il dazio sul parmigiano-reggiano. I francesi hanno dato soldi pubblici per costruire l'Airbus (insieme ad altri ma non l'Italia), è stato riconosciuto che si tratta di concorrenza sleale verso l'industria aeronautica americana e Donald Trump ha imposto il dazio ma non solo sui prodotti dei colpevoli francesi bensì anche su quelli italiani nonostante l'Italia non c'entri nulla. L'Europa non ha mosso un dito per difendere il nostro Paese. Perché? Perché il dazio sul parmigiano-reggiano e su altri nostri formaggi fa felice la Francia, che riceve vantaggi competitivi sui mercati per i loro latticini. Siamo innocenti, e oltre al danno c'è la beffa. Non solo ma i formaggi francesi godono di un trattamento speciale, cioè sono esenti da controlli, ovvero loro usano per molti dei loro prodotti delle muffe, che però sono top secret e non si possono esaminare. Mentre i nostri formaggi subiscono controlli rigorosissimi. Sarebbe ora che l'Italia uscisse dal torpore europeo».

 

Giorgio Cantelli Forti, è presidente dell'Accademia nazionale di agricoltura, professore emerito di farmacologia e tossicologia all'università di Bologna e past president della Società italiana di farmacologia. Vorrebbe che l'agroindustria made in Italy fosse difesa. «Invece la stiamo distruggendo», dice. «Per esempio il divieto degli Ogm è deleterio, qualcosa di ideologico che non tiene conto della realtà. È da 30 anni che negli Stati Uniti si usano gli Ogm e non c'è stato alcun caso di intolleranza. Il bello è che il mangime che viene dato negli allevamenti italiani agli animali in genere è Ogm, acquistiamo il mais dalla Spagna che è Ogm, importiamo la soia che è tutta Ogm e poi mettiamo in croce un agricoltore che grazie agli Ogm sfida il divieto e cerca di ottenere migliori risultati sul campo. Si potrebbero consumare meno acqua e sostanze chimiche e utilizzare al massimo le sementi, anche per far fronte a quella che sarà un'emergenza, ovvero l'innalzamento della quantità di alimenti necessari all'umanità. Inoltre se coltivassimo grano Ogm non ci sarebbe bisogno di intervenire con gli antiparassitari chimici, quindi ne guadagnerebbe la nostra salute. Purtroppo se si forma un comitato che lancia slogan, si crea il panico e scattano i divieti. Si ricorda il panico scoppiato con la mucca pazza? Abbiamo cancellato gran parte dei nostri allevamenti per pochi casi che andavano circoscritti, adesso acquistiamo la carne dall'Inghilterra dove la mucca pazza si era diffusa alla grande ma loro non hanno gridato al mostro, hanno salvato gli allevamenti che adesso vivono anche sull'export verso l'Italia mentre i nostri agricoltori si sono ritrovati espulsi dal mercato».

 

Domanda. Che ne pensa della tassa sulle bevande zuccherate?

Risposta. Tutto il male possibile. Serve l'educazione e non il balzello. Lo zucchero è fondamentale nella dieta quotidiana, ovviamente va ingerito con moderazione, come del resto tutte le sostanze. È una bischerata pensare che la gente rinunci a una bibita perché costa 10 cent in più, può rinunciare se gli si spiega che per la sua salute una bibita va bene ma tre sono troppe. Più in generale lo zucchero è un altro settore in cui l'Italia ha fatto harakiri. Eravamo grandi produttori, ci hanno fatto chiudere gli impianti e adesso compriamo lo zucchero dai tedeschi. Incredibile ma vero.

 

D. Le fake news incidono sui comportamenti alimentari?

R. Moltissimo. Si è criminalizzato lo zucchero bianco, in realtà la barbabietola è spesso meno inquinata della canna e quindi lo zucchero bianco è da preferire a quello di canna. Poi arrivano le ondate di j'accuse. Per esempio il glutine, se uno non ha allergie, è utile che venga consumato perché ha importanti proteine. Così la carne rossa. Se n'è screditato il consumo, mentre contiene elementi come la vitamina B12, amminoacidi e ferro necessari per la nostra salute. Le mode vegetariane e vegane vediamo bene i danni che stanno creando.

 

D. Come tutelare i prodotti italiani?

R. Innanzi tutto con la trasparenza delle etichette ma c'è ancora molto da fare. L'altro giorno nello scaffale di un supermercato ho trovato una bottiglia d'olio con la scritta: 100% italiano. Nell'etichetta nel retro, in piccolo, era annotato: prodotto in Italia con miscele delle migliori olive europee. I consumatori, ma anche chi lavora seriamente, hanno diritto di essere difesi in Italia e fuori dall'Italia. Il ministero dovrebbe muoversi perché è in ballo il futuro di un comparto da 180 miliardi di euro.

 

D. I cambiamenti climatici incideranno sull'agricoltura?

R. Con buona pace di Greta Thumberg i mutamenti climatici ci sono sempre stati, abbiamo avuto cinque glaciazioni e desertificazioni. I cicli di caldo e freddo sono nella storia dell'umanità, una volta inquinavano i vulcani, che buttavano gas e materiale metallico nell'ambiente. Oggi c'è un inquinamento prodotto soprattutto dall'uomo su cui è giusto intervenire ma senza drammatizzare. La vera emergenza è quella dell'acqua. Già dal 2025 metà della popolazione mondiale si troverà ad avere gravi carenze idriche, del resto le avvisaglie già si notano in California, Arizona, Nevada, Brasile, Cina. Di qui l'importanza di un'agricoltura che consumi meno risorse di oggi e che va sviluppata in nuove aree, per esempio in Africa.

 

D. Che cosa produrre in Africa?

R. L'Accademia nazionale di agricoltura ha avviato un progetto per invogliare le giovani generazioni del Camerun a rimanere in campagna e coltivare cacao e caffè. Forniamo incentivi e assistenza tecnica. Si sente spesso dire «aiutiamoli a casa loro», noi lo stiamo facendo in concreto. Senza trascurare le zone montane italiane, in forte crisi. Per frenare la fuga dei giovani dalle montagne stiamo promuovendo un parco della biodiversità anche a fini sperimentali e avviando un progetto di sostegno alla coltivazione di particolari tipi di castagni: assorbono grandi quantità di CO2, il loro legno può essere usato come laminato nei mobili, la corteccia ha proprietà antibatteriche e può essere adoperata nell'alimentazione animale. Ah, se l'Italia facesse sistema…

 

© Riproduzione riservata (Italia Oggi 9-11-2019)

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