1807
L’Accademia nasce nel 1807 con il nome di Società Agraria del Dipartimento del Reno grazie al titolo V della legge sulla Istruzione Pubblica emanata dal governo di Napoleone. L’istituzione di questo sodalizio è merito del conte Filippo Re, professore di Agraria e titolare della prima cattedra pubblica di Agricoltura e Rettore dell’Università di Bologna, che fin dagli inizi riveste un ruolo centrale nella sua costruzione, operando in linea con i grandi agronomi della tradizione della scuola bolognese - da Pietro de’ Crescenzi a Vincenzo Tanara – “nella promozione di esperienze e di metodi di coltura utili al miglioramento dell’agricoltura in generale”. Alla Società aderiscono coloro che “provatamente si dedicavano al miglioramento dell’agricoltura bolognese” considerata nell’insieme delle potenzialità delle sue valenze; la fitta corrispondenza con cultori della materia italiani e stranieri, i continui interscambi di esperienze, ed anche di sementi, con gli agricoltori fanno della Società un importante centro di propagazione di conoscenze teorico-pratiche che, travalicando i confini del Dipartimento bolognese, si pone come esperienza esemplare.
1815
Alla diffusione dei risultati contribuisce la pubblicazione degli Annali di Agricoltura del Regno d'Italia, istituiti dallo stesso Filippo Re, che permette alle innovazioni agricole di irradiarsi ampiamente in ambito nazionale. Nell'attività scientifica la sperimentazione assume un ruolo di primo piano anche per via della disponibilità del podere Belpoggio, nella campagna bolognese, che il governo napoleonico assegna alla Società fin dalla sua istituzione e dell'appannaggio fisso che l'amministrazione del comune di Bologna le attribuisce stabilmente. Il corso dell'Ottocento vede la Società Agraria consolidarsi, acquistando un ruolo sempre più rilevante nella comunità scientifica locale e nazionale, anche attraverso l'attiva collaborazione con le iniziative promosse dai Comizi Agrari, istituiti dal Regio Governo italiano nel 1866. L'allargamento del campo di azione e la specificazione dei differenti ambiti disciplinari inducono la riorganizzazione dei Membri istituendo quattro commissioni differenti (agronomica, tecnologica, scientifica, economico-giuridica) con lo scopo di razionalizzare l'attività.
1920
La prima guerra mondiale corrispose a un periodo di stasi dell'attività della Società, aggravato da ulteriori difficoltà di natura finanziaria che ne ridussero l'ambito di intervento, al punto di provocare la sospensione della pubblicazione degli Annali fino al 1927. In quello stesso anno la Società entrò in pieno possesso del podere Belpoggio riuscendo, così, a migliorare notevolmente la situazione finanziaria e a riprendere con vigore le attività scientifiche.
1938
A partire dal 3 luglio 1938 la Società Agraria assume la denominazione di Accademia di Agricoltura, nome che dall'anno successivo integrerà con il titolo di Reale. Il ventennio fascista porta a una fase di notevole impulso delle attività scientifiche, date anche dalle politiche autarchiche e coloniali bisognose di nuovi saperi in campo produttivo e agricolo, che portano l'Accademia a ricoprire un ruolo chiave negli studi scientifici di settore a livello nazionale. Il secondo conflitto mondiale, con il suo pesante carico di distruzioni, non risparmi l'Accademia: i bombardamenti avvenuti il 29 gennaio 1944 su Bologna distruggono, quasi completamente, la sede del Cubiculum Artistarum di Palazzo dell'Archiginnasio, sede delle attività, e il tracollo delle rendite del podere Belpoggio, vede radicalmente contratto il proprio raggio d'azione e il numero degli accademici ridotto a poche unità.
1950
Il secondo dopoguerra vede la lenta e progressiva ripresa delle attività accademiche che rinascono, definitivamente, alla fine degli anni Cinquanta quando ormai la ricostruzione del Palazzo dell'Archiginnasio appare ultimata. L'Accademia torna così a disporre stabilmente del Cubiculum Artistarum, restaurato grazie al contributo della Cassa di Risparmio di Bologna e dell'Istituto Regionale di Credito Agrario, destinandolo nuovamente alle pubbliche letture, mentre presidenza, segreteria, sala consiliare, uffici, biblioteca e archivio trovano spazio nello storico Palazzo Pietramellara cosicché l'Accademia può riprendere le proprie normali attività.
1960
Gli anni Sessanta segnano l'inizio della presidenza di Giuseppe Medici, durata ben 35 anni di, sotto la cui guida si apre un periodo di grande rinnovamento e superamento delle crisi passate: all'Accademia è così riconosciuto il carattere "nazionale" ed attribuita la relativa qualifica. Da questo momento, nuovamente costituito il corpo accademico, il sodalizio riprende appieno il proprio ruolo e la propria attività anche per carico di diversi enti pubblici - come il Ministero dell'Agricoltura e il Consiglio Nazionale delle Ricerche - che commissionano la realizzazione di specifici studi su problemi centrali per la tecnica e l'economia agraria italiana, ponendo così l'Accademia tra gli organismi scientifico-culturali più avanzati e attenti del Paese nel campo dell'assistenza tecnico-scientifica ed economica dell'agricoltura, non soltanto italiana.
1988
In quell'anno l'Accademia trasferisce la propria sede nel Palazzo dei Pasi, dove si trovano, oggi completamente rinnovati, gli spazi di presidenza, del consiglio, della segreteria, oltre agli uffici, alla biblioteca e all'archivio. L'attività scientifica e culturale si rafforza, grazie alla stretta e rinnovata collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna, nonché istituti e centri di studio e divulgazione delle conoscenze scientifiche in ambito agricolo e agronomico. Numerosi, infatti, sono i convegni, i seminari, gli incontri e le letture che vedono protagonisti i principali referenti del mondo agricolo nazionale e internazionale. In questi anni, inoltre, prosegue si ravviva la redazione degli Annali che, sempre più, diventano una minuziosa e completa descrizione delle numerose attività che l'Accademia svolge su tutto il territorio nazionale, arricchendosi con contributi di elevato valore scientifico e universitario.
2015
Con il nuovo millennio l'Accademia si apre all'internazionalizzazione e, il 22 aprile 2015 modifica il suo Statuto, diventando una Fondazione, al fine di delineare obiettivi ed attività in modo più adeguato alle istanze che le nuove realtà impongono. La multidisciplinarietà scientifica e una forte apertura verso la società civile diventano i tratti caratterizzanti dell'Accademia che, in questo modo, si caratterizza come autorevole opinion leader nei campi dell'agricoltura e degli ambiti ad essa connessi come agroalimentare, salute, tutela dell'ambiente e del consumatore. Non solo, dunque, letture, convegni, mostre e incontri divulgativi, ma anche progetti sul territorio, pubblicazioni, premi e accordi di collaborazione con i più importanti enti, istituzioni, associazioni di categoria, accademie a livello nazionale. L'intera gamma di strumenti, che il nostro tempo rende disponibili, diventa così lo scopo della attuale vita accademica desiderosa di mettere a disposizione della collettività materiali di riflessione essenziali per rispondere alle esigenze che la complessità della condizione attuale richiede.