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LATTE, SOLDI E POLITICA

Si è svolta, presso la Sala del Cubiculum Artistarum del Palazzo dell'Archginnasio,la presentazione del volume "Latte, soldi e politica" (edizioni il Mulino 2017) in compagnia dell'autore Luciano Sita, già presidente gruppo Granarolo. L'incontro è stato mdoerato dal Prof. Fanfani e aperto dal saluto del Prof. Giorgio Cantreli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura, che ha sottolineato l'importanza di questo ciclo d'incontri, molto apprezzati dal pubblico, dedicato alle ultime e più recenti pubblicazoni in campo agroalimentare, alimentare e culturale.

L'incontro ha visto la partecipazione dell'autore Luciano Sita che insieme aSimona Caselli, Assessore Emilia-Romagna Agricoltura, Caccia e Pesca, Gianpiero Calzolari, Presidente gruppo Granarolo e Leone SIbani, già Direttore generale e Amministratore Delegato Cassa di Risparmo in Bologna hanno dilaogato dei contenuti del volume riguardanti vent'anni di storia della Granarolo tra gli scandali della Prima Repubblica e i crac finanziari di Cragnotti e Parmalat.

Di seguito sono riportati i link delle interviste realizzate da Nettuno Tv durante l'incontro:

Intervista Prof. Giorgio Cantelli Forti -https://bit.ly/2LpX3pQ

Intervista Dott. Luciano Sita -https://bit.ly/2UTnpEX

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DALL'AGRICOLTURA BIOLOGICA CIBO PER MOLTI O PER POCHI?

Nella storica cornice del Cubiculum Artistarum dell'Archiginnasio si è tenuto, nel pomeirggio di martedì 4 dicembre, l'incontro Dall'Agricoltura Biologica cibo per molti o per pochi? promosso dall'Accademia Nazionale di Agricoltura. Il relatore è stato il Dott. Enzo De Ambrogio, accademico già Dirigente della Divisione Ricerca della Società Produttori Sementi S.p.a., il quale è stato introdotto dal Prof. Gianpietro Venturi, Segretario dell'Accademia.

L'incontro è stato un importante momento di disseminazione sicentifica legato alla situazione della produzione dell'agricoltura biologica nel nostro Paese e alle possibilità d'innovazione legate alla ricerca e alle innovazioni in campo agricolo.

“I dati degli ultimi anni indicano che l'attuale agricoltura biologica, offrendo produzioni in quantità inferiori a prezzi superiori rispetto all'agricoltura convenzionale ed integrata, è solo in grado di produrre cibo per quei “pochi” che l'apprezzano e sono in grado di pagare di più per i prodotti biologici - ha esordito il Dott. De Ambrogio - In Italia, negli anni della crisi, il consumo di prodotti agroalimentari è diminuito, mentre quello dei prodotti biologici è aumentato del 20%. L'agricoltura biologica potrebbe offrire cibo per molte più persone senza rinunciare alla sostenibilità se abbandonasse i pregiudizi e si aprisse all'innovazione”.

“La mancanza di varietà selezionate per l'agricoltura biologica è uno degli ostacoli che ne frenano lo sviluppo. Il pregiudizio che sta alla base di questo ostacolo è l'accusa, priva di fondamento, che il miglioramento genetico operi solo a favore dell'agricoltura intensiva – continua il Dott. De Ambrogio – Prendendo ad esempio i cosiddetti “grani antichi” o il kamut, che altro non sono che le vecchie varietà di grano, si vede come il loro successo mediatico si basi sulla disinformazione, che ha come principale obiettivo le paure di persone che non sapendo bene cosa siano la celiachia e le “manipolazioni genetiche”, ne sono intimorite. La celiachia, va chiarito, si manifesta solo in persone geneticamente predisposte che ingeriscono glutine e che tutti i grani, antichi e moderni, contengono glutine e possono quindi indurre la celiachia. In sostanza nessuna delle specie coltivate oggi è simile alle specie selvatiche da cui ha tratto origine”.

“I 4 principi dell'agricoltura biologica sono Benessere, Ecologia, Equità, Precauzione. Le tecniche usate dal miglioramento genetico, ingiustamente bollate come “manipolazioni genetiche”, non fanno altro che imitare eventi che si manifestano spontaneamente in natura (mutazioni, ibridazioni, poliploidizzazione), e quindi sono perfettamente in linea con il principio dell'Ecologia. D'altra parte, è proprio l'Agricoltura Biologica ad essere in palese contrasto con il principio del Benessere quando, per proteggere le colture, fa uso del rame, un metallo pesante che causa gravi danni ai microrganismi e alla microfauna presenti nel suolo ha spiegato il Dott. De Ambrogio – Poiché anche altri fitofarmaci approvati per l'agricoltura biologica causano danni all'ambiente, è evidente che va fatto il massimo sforzo per individuare nuovi prodotti fitosanitari e microrganismi che siano efficaci e sostenibili, senza porre barriere a nuove tecniche molto innovative, attualmente allo studio, che potrebbero offrire una protezione delle colture molto più efficace e sostenibile delle tecniche ora in uso”.

“Infine, si pone il problema della fertilità dei suoli, che non va affrontato limitandosi ad affermare che i terreni in agricoltura biologica sono più ricchi di fertilità e biodiversità, ma attivandosi per conservare e, se necessario, aumentare la fertilità dei terreni e favorendo i microrganismi utili contenendo quelli dannosi. In conclusione – termina il Dott. De Ambrogio – si ritiene che un nuovo tipo di agricoltura biologica sia necessario per produrre di più a prezzi più contenuti e quindi per offrire prodotti biologici a molte più persone, rispettando quindi il principio dell'Equità. Per raggiungere questo obiettivo occorrono più ricerca, innovazione, corretta informazione e formazione di tutti gli attori della filiera del biologico. Occorre invece molta meno ideologia, soprattutto se fondata su basi malferme come pregiudizi e disinformazione”.

Al termine è seguito un ampio dibattito sui temi trattati e, successivamente, si è tenuta la cerimonia in ricordo del Prof. David Verzoni, con la consegna di una targa commemorativa alla moglie, da parte del Prof. e accademico Silviero Sansanvini.

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I SEGRETI DEL MAIALE

Si conclude, con l'incontro del 14 novembre, il primo ciclo d'incontri de "I mercoledì dell'Archiginnasio" organizzato in collaborazione tra Accademia Nazionale di Agricoltura e Accademia Italiana della Cucina - Delegazione di Bologna dei Bentivolgio. La conferenza è stata aperta dal Prof. Gualtiero Baraldi, Vice Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura, e dalla Prof.ssa e accademica Rosanna Scipioni, i quali hannoelogiato l'iniziativa, che ha avuto un ampio seguitodi pubblico e numerosi riscontri sugli organi di informazione. I relatori del pomeriggio sono stati la Prof.ssa Rosanna Scipioni, già Ordinario di Zootecnia speciale Università di Modena e Reggio Emilia, la Prof.ssa Silvana Hrelia, Ordinario di Biochimica Università di Bologna, Giorgio Palmeri, Delegato Accademia Italiana della Cucina - Bologna dei Bentivolgio.

“In Italia, oltre alle razze moderne di origine americana o europea come Large White, Landrace e Duroc, sono sopravvissute razze locali autoctone tipiche del nostro territorio, dotate di preziose peculiarità, che spesso concorrono a determinare l'elevato livello qualitativo di prodotti alimentari DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta), che per il comparto suino sono particolarmente numerosi. Infatti su 297 DOP e IGP, numero aggiornato al 29 ottobre di quest'anno (più due STG, Specialità Tradizionali Garantite), ben 41 sono ottenuti da carni suine – ha spiegato la Prof.ssa Rosanna Scipioni - Spiccano tra essi diversi prosciutti (Parma e San Daniele in primis), e va precisato che il prosciutto rappresenta circa i 2/3 del prezzo di mercato dell'intero suino. L'allevamento suino, che soffre spesso di distorsioni mediatiche, è in realtà tutelato dalla più completa forma di rispetto del benessere animale, in quanto ogni fase di allevamento e ogni categoria produttiva, dalla nascita, all'ingrasso, alla maternità, sono oggetto di specifiche norme di legge. Oltre a questo, sono sempre più diffuse tecnologie di allevamento alternative all'allevamento intensivo, spesso adottate proprio per le razze autoctone, quali Cinta Senese, Nero Calabrese, Nero Casertano, Nero dei Nebrodi, Mora Romagnola e Nero di Parma. Tra i valori del maiale, dalla duttilità, alla biodiversità, fino alla cura del benessere, anche livelli di somiglianza con l'uomo, che hanno portato all'importante ruolo nei trapianti di fegato o delle isole pancreatiche del Langerhans”.

La Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell'umanità dell'UNESCO, prevede, in accordo alla Piramide Alimentare, il consumo settimanale (2 porzioni da circa 100g) di carni bianche. La carne di maiale viene considerata carne bianca e, in particolare, Carrè o Arista, Lombo o Lonza sono da inquadrare tra le carni fresche e magre di maiale. Confrontata con la carne bovina, la carne di maiale ha un minore apporto calorico, un analogo apporto proteico, un minore apporto di lipidi, soprattutto di lipidi saturi, un apporto di sodio 5 volte inferiore e un analogo, se non inferiore, apporto di colesterolo. La qualità delle proteine della carne di maiale è particolarmente elevata e comparabile a quella della carne bovina, ma con un contenuto addirittura superiore di aminoacidi ramificati, fondamentali per il mantenimento della massa muscolare e la prevenzione della sarcopenia nell'anziano. La carne di maiale non è la più grassa né la più ricca di colesterolo. E' possibile dunque smentire una volta per tutte che le carni di maiale siano le “meno salutari”, visto che da venti anni a questa partela loro qualità e valore nutritivo sono decisamente migliorati – ha detto la Prof.ssa Silvana Hrelia - La selezione delle razze e la migliorata alimentazione hanno oggi permesso di ottenere carni con equilibrato rapporto di acidi grassi saturi(1/3), monoinsaturi(1/3), polinsaturi(1/3) e con aumentati livelli di Vitamina E. La carne di maiale contiene anche significativi livelli di acido linoleico coniugato di cui è stata dimostrata una azione di supporto nei regimi alimentari ipocalorici e nella prevenzione dell'obesità. La carne di maiale è una importante fonte di Ferro-Eme ad elevata biodisponibilità, è una importante fonte di Zinco ad elevata biodisponibilità, soprattutto, sotto forma di carne lavorata. Il consumo di 100g di carne magra di maiale assicura la copertura di più del 10% delle RDA e 100g di coppa di più del 40%. Il consumo di 100g di carne magra di maiale copre più del 10% del fabbisogno di Vitamina B12. Il consumo di carne di maiale lavorata (coppa, prosciutto, salame) copre oltre l'80% del fabbisogno, è inoltre la carne in assoluto più ricca di vitamina B1. La carne di maiale è inoltre ricca di componenti bioattivi quali: Carnosina-dipeptide ad azione antiossidante, CoenzimaQ10-antiossidante lipofilo, Creatina-tripeptide ad azione energetica nei muscoli, Taurina-antiossidante ed ergogenico. Oltre alle Molecole Bioattive, nella carne di maiale sono presenti “peptidi”derivati dalle proteine durante il processo di digestione gastrica e intestinale. Nel valutare la qualità proteica della carne, oltre a considerare la composizione in aminoacidi, è importante considerare anche la possible produzione di Peptidi Bioattivi (da 2 a 20AA) ad azione “nutraceutica” in quanto in grado di regolare importanti funzioni fisiologiche e di contrastare la sindrome metabolica. In particolare i peptidi bioattivi derivati dalla digestione delle proteine della carne di maiale esercitano azione ”ace inibitrice”, contribuendo a diminuire i valori della pressione sistolica”.

“Il maiale ha rappresentato da sempre una fonte inesauribile di risorse alimentari per tante famiglie nell'economia contadina, mentre ha rappresentato un simbolo di opulenza nei ceti più abbienti e nelle mense più blasonate. La sua presenza, anche nelle celebrazioni più popolari cittadine, ha sottolineato l'apprezzamento di questo animale a cui Bologna ha attribuito un valore singolare in quella che è rimasta per cinque secoli la festa più popolare: la festa della porchetta ed il palio di San Bartolomeo – ha sostenuto il Dott. Giorgio Palmeri - Numerose sono state le trattazioni sull'uso e le modalità di utilizzo delle carni, come i celebri insaccati, in compendi che hanno caratterizzato la letteratura del ‘500 e del ‘600, e che rimangono tuttora testimoni fedeli di una tradizione norcina che affonda le sue originarie radici nelle abitudini delle popolazioni celtiche del Galli Boi e forse Etrusche”.

Al termine è seguito un ampio dibattuto sui temi trattati.

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AGRICOLTURA, ALIMENTAZIONE, SALUTE

L'agricoltura oggi viene, sempre più, intesa come un'attività diversificata e omogenea che racchiude in sè comptenze differenti, ma che intendono, attraverso la produzione agroalimentare, contribuire alla sostenibilità ambientale, all'economia internazionale e alla salute dell'uomo. Un processo di filiera, dunque, che partendo dai nuovi processi tecnici di meccanizzazione agricola, passa attraverso la coltivazione e distribuzione di derrate alimentari di qualità, fino ad arrivare al consumatore finale,oggi sempre più attento alla sicurezza alimentare, il quale consapevolmente sceglie quei prodotti che garantiscono massimasalubrità nutrizionale. Tali tematiche, ormai di pubblica attualità, sono state affrontate all'interno dell'incontro "Agricoltura, alimentazione, salute" chel'Accademia Nazionale di Agricoltura ha organizzato, nella mattinata di sabato 10 novembre presso la Sala Italia del Palazzo dei Congressi di Bologna Fiere, all'interno di EIMA 2018 International,Esposizione internazionale di macchine per l'agricoltura e il giardinaggio.

L'inizio dei lavori è stato preceduto dagli interventi del Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura, del Dott. Alessandro Malavolti, Presidente di FederUnacoma, e dal Dott. Massimo Goldoni, Aministratore Delegato di FederUnacoma, che hanno sottolineato l'importanza di questo momento di riflessione scientifica e culturale dei temi trattati, rimarcando la stretta collaborazione e amicizia che legaAccademia Nazionale di Agricoltura e FederUnacoma. Al termine dei tre interventi i Presidenti delle due parti coinvolte hanno firmato un protocollo d'intesa per l'organizzazione futura di attività comuni nel campo della diffusione delle buone pratiche in campo agricolo, agroalimentare, alimentare e di salvaguardia dell'ambiente e del territorio.

Al termine della firma del protocollo d'intesa la conferenzaha visto la Relazione della Prof.ssa Silvana Hrelia "Alimenti e salute nella realtà odierna: contributi per l'innovazione della meccanizzazione agricola" e, successivamente, l'intervento del Prof. Gualtiero Baraldi"Il ruolo della meccanizzazione" e quello del Prof. Roberto Fanfani "Gli aspetti socio-economici".

Di seguito il link alle interviste di EIMA Web Tvpresnte all'incontro:

Interviste al Prof. Giorgio Cantelli Forti e alla Prof.ssa Silvana Hrelia-http://https://www.youtube.com/watch?v=qKXwjYaDbrM

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LA SOSTENIBILITÀDELLE CARNI E DEI SALUMI IN ITALIA

Nella mattinata del 7 novembre, presso la Sala della cultura del Museo della città di Bologna in Palazzo Pepoli, si è tenuta la presentazione del volume "Sostenibilità delle carni e edei salumi in Italia", edito da Franco Angeli, e sostenuto dall'Associazione Carni Sostenibili (rappresentante delle tre Associazioni di categoria Assocarni, Assica e Unaitalia). Il volume si propone come un punto di riferimento nel panorama mediatico italiano nel dibattito sulla produzione e il consumo di carne e salumi.

L'evento ha visto il saluto introduttivodel Prof.Giorgio Cantelli Forti, Presidente del'Accademia Nazionale di Agricoltura, che ha plaudito all'iniziativa e sostenuto l'importanza di pubblicazioni simili, al fine di diffondere la corretta informazione in campo alimentare, e combattere fake news e allarmismi indiscriminati in tali campi. Il dibattito è, successivamente, proseguito con gli interventidel Prof. Giuseppe Pulina, Professore di Zootecnia Speciale dell'Università di Sassari e Presidnete di Carni Sostenibili, della Prof.ssa Elisabetta Berbardi, Nutrizionsita, del Prof. Ettore Carpi, Professore di Chimica Agraria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e di Massimo Marino, Amministratore di LCE. L'incontro è stato moderato dal Prof. Carlo Alberto Pratesi, Professore di Marketing, innovazione e sotenibilità dell'Università Roma Tre.

"Grazie Professor Cantelli Forti - ha esordito Carlo Alberto Pratesi all'inizio dell presentazione - la ringrazio a nome di Carni Sostenibili per aver sostenuto la divulgazione di quest'opera dal grande valore scientifico".

"La sfida delle produziooni zootecniche è diventata quella di produrre di più con meno risorse - ha sostenuto Giuseppe Pulina -L'obiettivo che il settore delle carni deve affrontare, oggi, è quello di una maggiore offerta "sostenibile" che sappia garantire una produzione efficiente, attenta all'ambiente e al benessere degli animali, degli allevatori e di tutti coloro che parteciapno alla creazione del,a valore delle filiere italiane".

"Il ruolo della carne è essenziale in una dieta equilibrata e in ogni fase della vita - ha sottolineato Elisabetta Bernardi- i consumi italianai pro capite sono sotto la soglia di rischio dei famosi 500 grammi di carne a settimana. A tal proposito la monografia pubblicata dallo IARC ha evidenziato che su 800 studi solo 14 sono stati giudicati attendibili e di questi solo 7 hanno messo in relazione un eccessivo consumo di carni rosse con il tumore del colon retto. Gli studi epidemiologici considerati dallo IARC prendono in considerazione un consumo quotidiano di carne rossa in dosi molto superiori a quelle che consumiamo abitualmente: parliamo di 500 grammi di carne cotta a settimana, l'equivalente di 800 di canre cruda. Una soglia che ci fa stare tranquilli perchè in Italia, tra pasta e verdure, è impossibile raggiungre quote così alte di carne".

"Non salveremo il pianeta non mangiando carne - ha commentato Ettore Capri- le emissioni di gas serra relative alle produzioni animali zootecniche pesano per il 14% di tutte le emissioni, di cui solo il 10% attribuite alle sole carni bovine, suine e avicole (dati FAO). Generalmente si omette di dire che il 65-70% deriva dai combustibili fossili utilizzati per i trasporti e per produrre energia. Eimportante sottolineare che l'Italia vanta uno dei modelli zootecnici più sostenibili del piante anche grazie all'impiego nel promuovere le buone pratiche".

"All'interno del libro, la prospettiva per valutare gli impatti del settore nel nostro Paese è guidata da parametri oggettivi e su cui esiste consenso scientifico allargato - conclude Massimo Marino- è il caso della "Clessidra ambientale". Questa,ottenuta dalla moltiplicazione dell'impatto ambientale degli alimenti per le qualità settimanali suggerite dalle linee guida nutrizionali INRAN, mostra graficamente che se si seguono i consigli di consumo suggeriti dal modello alimentare della "Dietamediterranea", l'impatto medio settimanale della carne risulta allineato a quello degli altri alimenti. Un regime alimentare equilibrato è positivo sia per la propria salute che per l'ambiente".

Al termine della presentazione è seguito un approfondito dibattito tra i relatori e il pubblico presente.

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DALLO SPEZIALE ALLA SCIENTIFICITÀ DEL FARMACISTA

Si è concluso, con l'incontro "Le piante officinali: dallo speziale al farmacista"svoltosipresso la sala conferenze dell'Ordine di Farmacisti di Bologna, il ciclo di conferenze tematiche organizzato a latere della mostra "I Vasi della Vita. Storia e attualità delle piante officinali". L'incontro ha visto la presenza del Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura e del Senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, Vicepresidente della Federazione dell'Ordine dei Farmacisti Italiani.

"Alle origini della terapia modernamente intesa troviamo l'impiego delle piante officinali e medicinali e tutt'ore, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le cosiddette erbe curative rappresentano la principale risorsa terapeutica per due terzi della popolazione mondiale - ha sostenuto il Sen. D'Ambrosio Lettieri -Non si tratta, però, di valutare il formidabile apporto che l'impiego delle piante medicinali ha dato allo sviluppo dei farmaci di sintesi: la stessa fitoterapia oggi continua ad avere un ruolo importante, quando suffragata dall'esperienza clinica, nel quale difficilmente potrà essere sostituita, un ruolo che si ancora al concetto di fitocomplesso. Tuttavia quello della fitoterapia è un patrimonio da salvaguardare non soltanto sul piano culturale, ma anche concretamente: già da tempo gli organismi internazionali hanno messo in guardia dal rischio dell'estinzione di molte specie vegetali, si parla di sessantamila, passibili di impiego in terapia. Un impoverimento che non possiamo permetterci".

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LA CIPOLLA: ALIMENTO SICURO E UTILE PER IL CONTRASTO DI IMPORTANTI PATOLOGIE DEL CORPO UMANO

Si è svolto, presso la storica sede del Cubiculum Artistarum del Palazzo dell'Archiginnasio, la conferenzadedicataalla cipolla, inserita all'interno del ciclo di incontride "I Mercoledì dell'Archignnasio", organizzato da Accademia Nazionale di Agricoltura e Accademia Italiana della Cucina - Delegazione di Bologna dei Bentivolgio. L'incontro è stato introdotto dai due rappresentanti degli enti organizzatori,Prof. Giorgio Cantelli Forti e Prof.ssa Rosanna Scipioni, i quali hanno plaudito all'iniziativa ormai riconosciuta come un importante momento di approfondimento dei temi legati all'agroalimentare italiano.

“Dal secondo dopoguerra la cipolla ha trovato nei terreni a nord della provincia di Bologna, e nello specifico a Medicina, un'alta vocazione pedoclimatica. Pertanto si è sviluppata la coltivazione e parallelamente si è strutturata la rispettiva filiera al fine di lavorare e presentare il prodotto per la commercializzazione – ha spiegato Flavia Montroni – Presidente Anga Emilia-Romagna di Confagricoltura – nel suo intervento sul valore del prodotto - In Emilia-Romagna la cipolla è un prodotto coltivato rispettando gli alti standard qualitativi determinati dal disciplinare di produzione integrata della regione, ed inoltre, è un prodotto sostenibile dal punto di vista ambientale. Riguardo la coltivazione molto importante è la scelta dell'appezzamento, la rotazione, la scelta della varietà, il piano di fertilizzazione, la preparazione del terreno e scelta delle distanze di semina, il sistema di irrigazione, le cure colturali e la difesa ed infine la raccolta. Approfondendo questi argomenti si vuole creare nella mente dei consumatori bolognesi più consapevolezza e maggiore chiarezza per quanto concerne la coltivazione di questo gradevole prodotto dalle molteplici proprietà. Del resto la cipolla coltivata in varie regioni d'Europa, Nord America, Asia e Africa, è la seconda più importante coltura orticola al mondo dopo il pomodoro, e conoscerne i metodi di coltivazione e le proprietà naturali può essere un valido strumento d'aiuto per tutti.”

“Da un punto di vista chimico, la cipolla è formata per circa il 90% di acqua, le proteine sono l'1% e la restante parte è composta da zuccheri e fibre. In termini di vitamine e minerali hanno un basso contenuto di sodio e un discreto contenuto di vitamina B6, acido folico, calcio, magnesio, fosforo e potassio. Come la maggior parte di frutta e verdura sono alimenti ipocalorici, infatti 100 g di cipolle hanno solo 40 kcal. Gli effetti salutistici della cipolla sono principalmente legati alla presenza di tre classi di composti nutraceutici: frutto-oligosaccaridi (FOS), flavonoidi e composti solforati – ha detto la Prof.ssa Cristina Angeloni – Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della salute Università di Camerino – nel suo intervento sul valore nutrizionale e nutraceutico - I FOS sono la principale riserva di carboidrati della cipolla e, a differenza dell'amido o degli altri zuccheri presenti, non sono assimilabili dall'organismo umano ma svolgono comunque importantissime funzioni fisiologiche: stimolano la crescita di specifici organismi nel colon, riducono glicemia e colesterolemia e incrementano l'assorbimento intestinale di calcio e magnesio con un effetto positivo sulla salute ossea. I flavonoidi sono metaboliti secondari delle piante a cui, negli ultimi anni, sono stati associati numerosissimi effetti salutistici. Nella cipolla sono rappresentate due classi di flavonoidi: antocianine, che conferiscono un colore dal rosso/violaceo ad alcune varietà, e flavonoli come la quercetina e i suoi derivati che sono responsabili del colore dal giallo al marrone di diverse varietà. E' interessante notare come le varietà rosso/violacee siano le più ricche in termini di flavonoidi rispetto alle varietà marroni e bianche che sono quelle con il minor contenuto di flavonoidi. Il ruolo salutistico di questi ultimi è legato al loro elevato potere antiossidante che ne fa degli ottimi alleati nel contrastare le patologie cronico degenerative quali patologie cardiovascolari, neurodegenerative e cancro alla cui base vi è una condizione di stress ossidativo”.

“Infine, i composti solforati che oltre a conferire un aroma ed un sapore caratteristico alle cipolle, si sono dimostrati efficaci nel prevenire diversi tipi di cancro. I composti solforati riducono inoltre l'aggregazione piastrinica con conseguente azione antitrombotica. E' interessante notare – ha concluso la Prof.ssa Angeloni nel suo intervento – come tale azione venga persa a seguito della bollitura della cipolla suggerendo che le proprietà nutraceutiche di un alimento possono cambiare in funzione della cottura. Le cipolle possiedono anche proprietà antibatteriche e antifungine, rendendole quindi anche dei buoni conservanti da aggiungere agli alimenti. In particolare, sono efficaci nei confronti dei batteri Gram positivi mentre sono quasi totalmente inefficaci nei confronti dei batteri Gram negativi. Nella cipolla sono presenti, in misura minore, altri composti nutraceutici come i carotenoidi e in particolare due di essi, luteina e zeaxantina, hanno dimostrato grande efficacia nel contrastare le patologie dell'occhio legate all'età come la degenerazione della macula e la cataratta. Un aspetto molto importante da tenere in considerazione è la localizzazione dei diversi composti nutraceutici. I flavonoidi sono per la maggior parte contenuti nelle tuniche più esterne del bulbo mentre i FOS sono presenti nelle tuniche più interne e carnose. Proprio l'elevata presenza di flavonoidi nelle tuniche più esterne del bulbo, ha stimolato il riciclo dei prodotti di scarto della lavorazione industriale della cipolla per la produzione di integratori nutrizionali. In conclusione, le cipolle, ricche di diverse componenti nutraceutiche che agiscono in maniera coordinata e sinergica, hanno numerosi effetti positivi sulla salute umana non ottenibili in egual misura dal consumo di integratori contenenti le singole molecole nutraceutiche”.

Tortellini di cipolle in brodo di cipolla non è una moderna stravaganza vegana, ma una tradizionale ricetta storica dei bolognesi poveri che non volevano rinunciare ai loro tortellini durante i quasi centocinquanta giorni nei quali era proibito mangiare carne. Una ricetta da recuperare come l'altra dei tortellini di magro di rana in brodo di rana che deliziava gli alti prelati della città – ha sottolineato il Prof. Giovanni Ballarini – Emerito Università di Parma, nel suo intervento sul valore in cucina e in tavola altri aspetti legati storicamente alla cipolla sono la sua caramellatura, alla base di molti piatti, e perché la cipolla fa piangere e come ovviare l'inconveniente. Molto ricco è il folklore bolognese della cipolla da tempo immemorabile coltivata nelle terre bolognesi e alla base di diversi riti di cucina e di ricette tradizionali nelle quali il sapore e l'aroma delle tre cipolle bolognesi (dorata, bianca e rossa) si coniuga con altri vegetali, con le uova e soprattutto con le carni. Su questa linea sono da ricordare le antiche e sempre attuali ricette che vedono la presenza della cipolla nel ragù bolognese, nel friggione, nelle frittate, nei sughi e soprattutto nei brodi.

L'incontro è terminato con il dibattito sui temi trattati. Diseguito i video con le interviste ai relatori durante l'incontro.

Intervista al Prof. Cantelli Forti -https://www.youtube.com/watch?v=Tx1T45w-ZcY&t=8s

Intervista alla Prof.ssa Rosanna Scipioni -https://www.youtube.com/watch?v=U2yF4vgjHRI

Intervista alla Prof.ssa Cristina Angeloni -https://www.youtube.com/watch?v=HFgVMup16bA

Intervista a Flavia Montroni -https://www.youtube.com/watch?v=1OICyfo2P8Q

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ALIMENTAZIONE E SALUTE TRA SICUREZZA E FALSITÀ

Nel tardo pomeriggiodi venerdì 19 ottobre, presso ilpanificio Atti&Figli di Bologna, si è svolto l'incontro "Alimentazione e salute tra sicurezza e falsità" organizzato in collaborazione tra lo storico esercizio bolognese, l'Accademia Nazionale di Agricoltura e la Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie dell'Università di Bologna.

L'evento è stato l'occasione per approfondire i temi legati alla corretta informazione, da parte del consumatore, legata ai temidella nutrizione, del cibo di qualità e della tutela dell'agroalimentare Made in Italy. I relatori, infatti, nei loro interventi hanno focalizzato l'attenzione alla lotta verso le fake news presenti, soprattutto su internet, e alla sensibilizzazione dei mass media, spesso troppo influenzati da mode e tendenze, al fine di fornire le giuste interpretazioni scientifiche alla popolazione. Oggi la corretta informazione in tali campi risulta decisiva, sia per garantire la salute del consumatore che, al contempo, per tutelare i tanti prodotti di eccellenza alimentare presenti nel nostro Paese troppo spesso vittime di concorrenza sleale o pericolose sofisticazioni alimentari.

Altermine dell'incontro un ampio dibattito sui temi trattati è stato sviluppato dal pubblico presente in sala.Intervista al Prof. Cantelli Forti -https://www.youtube.com/watch?v=uFaNmi-XP3s&t=16sIintervista alla Prof.ssa Silvana Hrelia -https://www.youtube.com/watch?v=KNNJa3EGnsc&t=2sI credits delle foto presenti sono di Gianni Schicchi.

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LE PIANTE MEDICINALI NEL PIATTO: DALLA NUTRACEUTICA ALLA FARMACIA

Siè tenuto, presso la Sala Assemblee della Fodazione Cassa di Risparmio in Bologna, l'incontrodal titolo "Le piante medicinali nel piatto: dalla nutraceutica alla farmacia". La relatrice è stata la Prof.ssa e accademica Silvana Hrelia il cui intervento è stato introdotto dal Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura". La conferenzaera inserita all'interno del ciclo di incontri tematiciorganizzati dall'Accademia Nazionale di Agricoltura, in collaborazione con la Fondazione Carisbo e il Genus Bononiae. Musei nella città, a durate la mostra

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RISCHI PER LA SALUTE ASSOCIATI ALL'USO TERAPEUTICO E RICREATIVO DI CANNABIS INDICA

Si è tenuto, nel pomeriggio di giovedì 11 ottobre presso la Sala Assemblee della Fondazione Cassa di Risparmio, il quarto incontro tematico organzizato durante la mostra I Vasi della Vita. Storia e attualità delle piante officinali.La relatrice è stata la Prof.ssa Patrizia Hrelia, Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna, e la sua conferezna ha visto l'introduzione del Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura, il quale ha sottolineato l'importanza di questo incontro,sia alla luce dei nuovi studi in corso sull'argomento che, al contempo, alla necessità di una corretta informazione sui rischi dell'utilizzo ricreativodella cannabis.

La cannabis è un fitocomplesso in cui, a differenza di farmaci classici dotati di un singolo principio attivo, agiscono circa 500 tra cannabinoidi, terpeni, clorofille e alcaloidi, alcuni dei quali presentano attività che non sono ancora del tutto chiare -ha detto la Prof.ssa Hrelia -è l'interazione di tutti gli elementi, e non solo THC e CBD, a conferire alla cannabis la sua efficacia complessiva. L'effetto finale non è dato solo dalla coltivazione, ma anche dal tipo di preparazione galenica e dalla variabilità nelle preparazioni che può portare ad alterazioni dell'effetto terapeutico o ricreazionale. Le proprietà farmacocinetiche variano in funzione della dose assunta e della modalità di assunzione. La letteratura riporta dati ancora insufficienti sulle reali prove di efficacia terapeutica. Le prove disponibili per molti degli esiti considerati sono scarsamente affidabili, giustificando la necessità di ulteriori ricerche, che potrebbero modificare sostanzialmente i risultati sulla stima dell'effetto. Soprattutto, quello che manca è un dato certo sul fronte della sicurezza. Non si conoscono in particolare gli effetti a lungo termine. Tutte le informazioni ad ora disponibili riguardano l'uso ricreativo.

Al termine dell'incontro è seguito un ampio dibattito che ha approfondito i temi trattati e aiutato la comprensione, da parte del folto pubblico presente, delle dinamiche medico-scientifiche dell'utilizzo di questa particolare pianta.

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