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IL PROF. DAVID FREEDBERG NUOVO ACCADEMICO ONORARIO

All'interno della storica cornice dell'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Bologna è stato conferito, nella giornata dell'8 ottobre, il titolo di Accademico Onorario al Prof. David Freedberg. La cerimonia, promossa dall'Accademia Nazionale di Agricoltura in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Genus Bononiae - Musei nella città, Accademia di Belle Arti di Bologna, Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, Accademia Clementina di Bologna e Società Medica Chirurgica di Bologna, ha visto la presenza delle massime autorià accademiche.

I saluti di apertura sono stati tenuti dal Prof. Giorgio Cantelli Forti, il quale ha anche pronunciato successivamente il Disposto dell'Accademica sulla nomina ad Accademico Onorario del Prof. Freedberg, e dal Prof. Fabio Roversi-Monaco, Accademico Onorario e Presidente di Genus Bononiae - Musei nella città, che ha sottolineato l'importanza culturale e scientifica del riconoscimento. La presentazione dello studioso sudafricano è stata tenuta dalla Prof.ssa e Accademica Maura Savini, che ne ha sottolineato l'alto profilo scientifico e di interconnessione tra i vari campi del sapere, presentandoi temi della sua Lezione Magistrale dal titolo "Monsters to mathematics: from description to diagram in the circle of Galileo. Infine, la cerimonia si è conclusa con la consegna della Pergamena di Accademico Onorario al Prof. David Freedberg.

Il titolo di Accademico Onorario rappresenta il massimo conferimento dell'Accademia Nazionale di Agricoltura e, nella sua pluricentenaria storia,è statoconferitorecentemente e solo altre tre volte a personalità distintesi per alti meriti scientifici, culturali e di difesa del patrimonio ambientale, agricolo e agroalimentare italiano. Gli altri Accademici Onorari sono infatti, il Prof. Riccardo Valentini, il Prof. Fabio Alberto Roversi-Monaco e il Generale dell'Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.

Profilo biografico di David Freedberg.

Studioso di storia dell'arte, noto anche per il suo lavoro sugli aspetti psicologici connessi all'opera d'arte, David Freedberg è Pierre Matisse professor di Storia dell'arte e Direttore della Italian Academy for Advanced Studies in America alla Columbia University e nel 2015 ha diretto anche il Warburg Institute presso la Universityof London.Noto anche per il suo lavoro rivolto alla resa visiva delle scoperte naturalistiche e scientifiche in età moderna, ha considerato l'importanza delle immagini rispetto alla vita, alla politica e ai meccanismi etici che muovono la società, occupandosi di iconoclastia, censura, di damnatio memoriae e di empatia. Da oltre un decennio lavora sull'importanza che le neuroscienze rivestono per la comprensione delle risposte all'arte e alle immagini cercando di tracciare le basi neuronali delle risposte alle immagini.

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LE PIANTE MEDICINALI: ASPETTI AGRONOMICI DELLA CULTIVAR

Si è svolto, presso la Sala Assemblee della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, il terzoincontro tematico organizzato a latere della mostraI Vasi della Vita. Storia e antichità delle piante medicinalie dedicato alla storia dello studio delle piante officinali nel corso dei ecoli. Il Relatore è stato il Dott. Sauro Biffi, Direttore del Giardino delle erbe "Augusto Rinaldi Ceroni" di Casola Valsenio, e la sua conferenza ha visto l'introduzione del Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'AccademiaNazionale di Agricoltura, il quale, oltre a ringraziare il folto pubblico presente, ha sottolineato l'importanza divulgativa di questi incontri aperti a tutta la cittadanza.

Le piante medicinali sono spesso le nostre erbe selvatiche che troviamo un poco ovunque nel giardino e parco di casa, ai bordi della strade, nel bosco, negli argini, nei prati-ha spiegatoil Dott. Biffi-tante specie vengono spesso ignorate e considerate solo erbacce, per altre l'uomo ha effettuato lavori di selezione creando varietà e cultivar interessanti al proprio bisogno, compreso quello estrattivo e alimentare. Vi sono specie di medicinali molto conosciute e facili da coltivare e specie importanti per la nostra salute, infestanti un poco ovunque ma la cui coltivazione non viene quasi mai effettuata o si presenta molto difficoltosa. L'incontro metterà in evidenza i diversi aspetti culturali ed agronomici delle erbe officinali.

Al termine della conferenzaè seguito un ampio dibattito sui temi trattati, moderato dall'Accademico Prof. Gianpietro Venturi, che ha analizzato i temi più salienti e d'interesse dell'incontro.

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LE PIANTE MEDICINALI: DALLE PRIME CONOSCENZE AI GIORNI NOSTRI

Si è svolto, presso la Sala Assemblee della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, il secondoo incontro tematico organizzato a latere della mostra I Vasi della Vita. Storia e antichità delle piante medicinalie dedicato alla storia dello studio delle piante officinali nel corso dei ecoli. Il Relatore è stato il Prof. Ferruccio Poli, del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna, e la sua conferenza ha visto l'intoduzione del Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accadeccademia Nazionale di Agricoltura, il quale, oltre a ringraziare il folto pubblico presente, ha sottolineato l'importanza divulgativa di questi incontri aperti a tutta la cittadanza.

Le piante medicinali - ha spiegato il Prof. Poli - sono definite come ogni organismo vegetale o parte di esso contenente uno o più sostanze che possono avere impieghi terapeutici. Spesso sono equiparate al termine “piante officinali”, anche se questo comprende tutte quelle piante utilizzate come prodotti erboristici, fitoterapici, integratori dietetici, ecc. La conoscenza dell'uso delle piante medicinali è molto antica: infatti, tutte le civiltà del passato ci hanno lasciato numerose testimonianze scritte dei poteri terapeutici delle piante. Di recente, sia il prodotto fitoterapico che quello erboristico sono diventati di moda e di largo utilizzo, soprattutto come prodotti di automedicazione. Però, le piante non sono esenti da effetti collaterali avversi e possono risultare dannose alla salute, quindi è necessario sempre rivolgersi ai professionisti competenti, prima di utilizzarle ai fini preventivi o terapeutici.

Al termine dell'incontro è seguito un ampio dibattito sui temi trattati e, successivamente, i presenti hanno potuto visitare gli spaziespositivi della mostra.

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INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA "I VASI DELLA VITA. STORIA E ATTUALITÀ DELLE PIANTE OFFICINALI"

Si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 22 settembre, l'inaugurazione della mostra I vasi della Vita. Storia e attività delle piante officinali,esposizione promossa dall'Accademia Nazionale di Agricoltura con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e di Genus Bononiae Musei nella città. L'inaugurazione è stata preceduta dalla conferenza tematica "Le piante medicinali: la storia nei vasi da farmacia" del Dott. Angelo Beccarelli, Presidente dell'Accademia Italiana di Storia della Farmacia, svoltasi presso la Sala Assemblee della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

Grande soddisfazione per la riuscita dell'evento è stata espressa dairappresentanti delle tre istituzioni organizzatrici i quali, prima del taglio del nastro inaugurale, hanno espresso il loro plauso all'iniziativa:

“Obiettivo di questa mostra – ha affermatoil Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura – è focalizzare l'attenzione del pubblico su quanto sia stata complessa la strada del farmaco e dei progressi della scienza medica per le conquiste in salute, dall'origine dell'uomo ad oggi. A questo si aggiunge il forte rapporto tra i mondi dell'Agricoltura e della Medicina uniti per gestire al meglio la salute dell'uomo. L'aspetto del seguire le buone pratiche di produzione agronomica risulta, infatti, ancora decisivo per la coltivazione di piante medicinali e officinali al fine di garantire il loro contenuto in principi attivi, nutraceutici, alimentari e aromatici”.

“Nel corso del 2018 – ha raccontatoil Dott. Sergio Stefoni, Consiglieredella Fondazione Carisbo – è stato formalizzato un importante accordo con l'Accademia Nazionale di Agricoltura, con l'obiettivo di avviare un articolato progetto di ricerca a tutela della biodiversità presente presso il Castagneto didattico in località Granaglione, di proprietà della Fondazione. è questa la cornice in cui si iscrive la mostra che siamo lieti di ospitare presso la nostra sede, anche in collaborazione con Genus Bononiae, a rappresentare il connubio tra ricerca e cultura, sapere scientifico e diffusione della conoscenza. L'aver riunito a Casa Saraceni questa straordinaria collezione di vasi scampati ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è motivo di interesse sia per le loro stesse vicende storiche sia per lo studio dell'antica farmacopea”.

“Questa mostra oltre ad essere oggettivamente di grande interesse e di rilievo culturale – ha infine dichiaratoil Prof. Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae Musei nella Città –, è un'ennesima prova della immediata positività che la presidenza del Prof. Cantelli Forti ha dato all'Accademia Nazionale di Agricoltura oggi aperta non a tematiche solamente agricole in senso stretto”.

Sotto il link al servizio televisivo di E' TV dedicato alla mostra e disponibile sul canale youtube dell'Accademia Nazionale di Agricoltura:

Link -https://www.youtube.com/watch?v=NTsMkXQCIM8

Si ricorda che i credits delle foto sono di Emkeygroup per Accademia Nazionale di Agricoltura.

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IL PESCE AZZURRO

Nel pomeriggio di Mercoledì 19settembre, presso la Sala del CubiculumArtistarum del Palazzo dell'Archiginnasio di Bologna, si è tenuta la conferenza"Ilpesce azzurro",secondoincontro de"I Mercoledì dell'Archignnasio",ciclo di conferenze dedicato alle eccelenze enogastronomiche italiane. Il pomeriggio è stato inaugurato dai saluti del Prof.Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura, e dalla Prof.ssa Rosanna Scipioni, Vice delegato dell'Accademia Italiana della Cucina - Delegazione di Bologna dei Bentivoglio, chehanno espresso il loro plauso per l'avvio di questa importante iniziativa comune.

Altermine dei saluti istituzionali la parolaè passata ai relatori i quali hanno proposto alcuniparticolari focus sull'argomento.Nella prima relazioneIl valore del prodotto, il Prof. Corrado Piccinetti, Laboratorio di Biologia Marina e Pesca di Fano – Università di Bologna, hadetto che "Il pesce azzurro comprende diverse specie ittiche caratterizzate da una colorazione blu scuro per il dorso e argentata sul lato ventrale. Vi sono specie di piccole dimensioni: alici, sardine, spratti, alacce e specie grandi quali sgombri, lanzardi, sugarelli, palamiti, alalunghe, alletterati, tonni e pesce spada. Ogni specie ha caratteristiche biologiche diverse, con delle modalità di pesca particolari che tra l'altro sono variate negli anni e nelle aree.La pesca italiana di alici e sardine, specie con ciclo biologico breve, presenta variazioni annuali legate al variare delle condizioni ecologiche che influenzano in modo diverso le singole specie. Vi è un'elevata differenza tra il valore del pesce azzurro alla produzione ed il valore nei diversi passaggi commerciali, fino al consumatore finale. I prezzi del pescato risentono del mercato internazionale che funziona da calmiere equilibratore potendo importare o esportare le stesse specie in funzione della differenza di valore. La regolamentazione della pesca anche del pesce azzurro viene fatta dalla Commissione Europea e non sempre tiene conto delle situazioni ecologiche dei mari italiani e degli aspetti socio economici del settore. Ciò è alla base della forte contrazione del settore produttivo ittico, che in venti anni ha ridotto di oltre il 50% la produzione italiana".

Nella seconda relazioneIl Valore nutrizionale e nutraceuticoOliviero Mordenti,Corso di Laurea in Acquacoltura di Cesenatico – Università di Bologna,ha toccato temi diversisostenendo che"Gli italiani sono forti consumatori di pesce definito “azzurro” in quanto, oltre ad un costo più contenuto, si presta a molte preparazioni semplici ma di gradevolissimo sapore. Il pesce azzurro, proprio perché pescato in tutti i mari italiani e quindi vicino ai mercati di vendita, offre la massima garanzia di freschezza ed economicità. è inoltre presente nella maggior parte dei mercati italiani quasi tutto l'anno.Le carni del pesce azzurro contengono proteine di elevato valore biologico (ricche di aminoacidi essenziali), quantità variabili di grassi e trascurabili quantità di carboidrati. Nei grassi dei pesci azzurri sono abbondanti gli Acidi Grassi Polinsaturi (PUFA) ed in particolare quelli del tipo omega-3 a cui viene attribuita l'azione preventiva per l'uomo nei confronti delle malattie cardiovascolari in quanto hanno la proprietà di abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi. La carne del pesce azzurro è costituita da fibre muscolari corte e con scarsità di tessuto connettivo che la rendono indicata per bambini ed anziani che richiedono cibi nutrienti e di agevole masticazione. Il basso contenuto di tessuto connettivo migliora, inoltre, la digeribilità cioè l'utilizzazione dei principi nutritivi da parte del nostro organismo. In conclusione il pesce azzurro da un punto di vista nutrizionale è un alimento che offre un apporto di nutrienti completo.Deve, tuttavia, essere conservato adeguatamente e consumato rapidamente in quanto facilmente deperibile".

L'immagine in evidenza del pesce azzurro è tratta dal sito Passione Gourmet.http://passionegourmet.it/glossario-gastronomico/pesce-azzurro/

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SE VOGLIAMO UN AGROALIMENTARE COMPETITIVO DOBBIAMO FARE MASSA CRITICA

Gli obiettivi dell'Accademia Nazionale di Agricoltura e il suo contributo scientifico e culturale per un'agricoltura, sempre più votata alla ricerca della sicurezza alimentare e al rispetto dell'ambiente, sono stati gli argomenti trattati dal Presidente Prof. Giorgio Cantelli Forti nell'intervista pubblicata sul numero di Agosto 2018 della rivista "Molini d'Italia".Ricordiamo che l'intero numero del mensile è disponibile al sitohttp://www.moliniditalia.it

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CHIUSURA ESTIVA DEGLI UFFICI

Gli uffici dell'Accademia Nazionale di Agricoltura chiuderanno dal 6al 26 agosto. La riapertura è prevista per lunedì 27 agosto.Auguriamo a tutti voi un buon periodo di ferie.Image by Designed by topntp26 / Freepik">Designed by topntp26 / Freepik
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VISITA ACCADEMICA AL CASTAGNETO DI GRANAGLIONE

Il Consiglio dell'Accademia Nazionale di Agricoltura si è tenuto, nella giornata di venerdì 15 giugno 2018, presso il Parco Sperimentale Didattico del Castagno, in località Varano di Granaglione. Il parcoha una estensione di cira 9 ettari, di cui una parte destinata alla coltivazione del legno e del frutto di castagno, mentre una seconda articolata in percorsi didattici, ed èstato inserito all'interno delprogetto di collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna - proprietaria dell'area - la Cooperativa Sociale Campeggio di Monghidoro e l'Accademia Nazionale di Agricoltura. La seduta di Consiglio ha visto anche la gradita presenzadiSimona Caselli, Assessore all'Agricoltura caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna,la qualeha voluto salutare i presenti rinnovando lo stretto rapporto di collaborazione tra Accademia e Regione sulle tematiche di interessi comuni.

La visita dei consiglieri è stata, dunque, una piacevole opportunità per conoscere l'area e scoprirne le bellezze naturali e le potenzialità di diffusione scientifica e culturale a lei connesse. Al termine della mattinata è stato offerto ai presenti un pranzo conprodotti enogastromici locali e birraartigianale "Beltaine" prodotta in loco con le castagne del castagneto. Per la piacevole ospitalità e l'impeccabile organizzazione della giornata un sentito ringraziamento va al Sig. Remo Boschi, Presidente della Cooperatvia Sociale Campeggio di Monghidoro, e a tutto ilsuo staff.

Ilprogetto relativo al Parco Didattico Sperimentale del Castagno -https://www.fondazionecarisbo.it/attivita/educazione-formazione/gestione-custodia-del-parco-didattico-granaglione/

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LE ACCADEMIE FANNO FORTE L'AGRICOLTURA

Il rapporto tra le Accademie Scientifiche e il mondo della filiera agricola e agroalimentare, le interconnessioni possibili tra ricerca, produzione, sostenibilità ambientale e, non ultimo, gli scenari futuri di collaborazione tra Accademia Nazionale di Agricoltira e UNCAI - Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali al centro dell'intervista al Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura.

L'intero numerodiMondo Agricolo (numero di maggio 2018)è consultabile alla pagina dedicata del sito di Confagricoltura-http://www.confagricoltura.it/ita/mondo-agricolo2.php

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TUTTI I NUMERI DEL PANE E DELLA PASTA IN ITALIA

Nel pomeriggio di Mercoledì 30maggio, presso la Sala del Cucibilum Artistarum del Palazzo dell'Archiginnasio di Bologna, si è tenuta la conferenza"Pane e pasta il valore dei grani",secondoincontro de"I Mercoledì dell'Archignnasio",ciclo di conferenze dedicato alle eccelenze enogastronomiche italiane. Il pomeriggio è stato inaugurato dai saluti del Prof.Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura, e dalla Prof.ssa Rosanna Scipioni, Vice delegato dell'Accademia Italiana della Cucina - Delegazione di Bologna dei Bentivoglio, chehanno espresso il loro plauso per l'avvio di questa importante iniziativa comune.

Altermine dei saluti istituzionali la parolaè passata ai relatori i quali hanno proposto alcuniparticolari focus sull'argomento.Nella prima relazioneIl valore nutrizionale e nutraceutico, Paolo Parisini, Presidente FNP Agricoltura Biologica di Confagricoltura,ha detto che "Sembrerà banale, ma il pane ela pasta non si fanno con il grano bensì con le farine o le semole, più che variazione del valore nutritivo, nel tempo sono cambiate le caratteristiche tecnologiche dei grani. Il discorso è quindi articolato e non si riduce solo al grano; ciò dovrebbe farci ragionare anche su molta comunicazione, che pone in relazione diretta il grano con la pasta o con il pane dimenticandosi che di mezzo c'è il molino e la farina. Da qui il crescente interesse per tutti quei percorsi come le filiere di varia natura, la riscoperta di varietà, altre tecniche produttive o disciplinari e requisiti certificati".

Nella seconda relazioneIl Valore nutrizionale e nutraceuticoAndrea Villani, Direttore AGERBologna,ha toccato temi di tipo economico sostenendo che"In un mercato globale l'Italia, nel 2017, ha importato oltre il 50% dei propri fabbisogni di cereali, semi oleosi e farine. Nella filiera agroalimentare italiana,abbondanaza mondiale e necessità di valorizzazione locale, sono fra i concetti attualmente più dibattuti. I numeri della produzione italiana sono particolarie riflettono una situazione a due velocità: importiamo quasi tutto il grano tenero dall'estero, produciamo il 10% del grano duro a livello mondiale, esportiamo più del 50% della pasta prodotta (1,9 mln di tonnelate). Questo si interseca con i ragionamenti sul "Made in Italy" e sulle scelte dei consumatori che stanno portando a uno svincolo dalle "commodity" e un approdo alle "speciality" dei prodotti alimentari sempre più votati alla qualità e alla territorialità.

La terza relazioneilValore del prodotto ha visto l'intervento di Roberto Ranieri, Amministratore unico Openfields, che ha fornito numeri importanti "In Italia consumiamo 24 kg pro capite annodi pasta e circa 60 kg pro capite anno di pane, focacce e pizze da forni artigianali. In totale gli italiani consumano quasi più di 100 kg all'anno di derivati dal grano duro e tenero. In Italia il consumo di pasta sta diminuendo, mentre all'estero e sopratutto in Africa è in forte aumento, ma ciò può non essere un male per la produzione nazionale. L'Italia nel mondo si propone come un abile trasformatore di materie prime in alimenti pregiati edeccellenze mondiali.Oggi il gusto dei consumatori sta andando verso il consumo di zuppe e ceralima,alcuni tipi di pasta, stanno incontrandoun grande favore di pubblico come, ad esempio, quella bio, la gluten free o le paste "premium" di altissima qualità prodotte dai grandi operatori.

L'ultima relazione il Valore in cucina e in tavola di Giorgio Palmeri, Delegato Accademia della Cucina Delegazione Bologna dei Bentivoglio, è stato uninteressante viaggio attraverso i fatti storicidella cucina del nostro territorio "In Emilia-Romagna siamo nati con la pasta sfoglia. Nel Medioevo si sviluppanoa Bologna le paste simbolo della nostra tradizione culinaria come tortellini, lasagne e tagliatelle. La prima pietanza di cui siamo storicamente a conoscenza sono i "torteleti", quadrati di pasta con formaggio ed erbe aromatiche, che venivano consumati a Bologna nela 1300. Le tagliatelle invece nacquero per celebrare i lunghi capelli biondi di Lucrezia d'Este quando, nel 1487, sposò il Signore di Bologna Annibale Bentivoglio. Infine, non tutti sanno che il ragù, accompagnamento principe di queste pietanze, venne introdotto come condimento solo durante l'Ottocento e rappresenta l'ultimo tassello della lunga tradizione culinaria emiliano-romagnola."

Foto in copertina - Credits© beats_Fotolia

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