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INAUGURAZIONE 215° ANNO ACCADEMICO

Lunedì 11 aprile, presso la Sala dello Stabat Mater del Palazzo dell'Achiginnasio, si terrà la cerimonia d'inaugurazione del 215° Anno Accademico. La manifestazione, aperta dalla Relazione del Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accadmeia Nazionale di Agricoltura dal titolo "L'eccellenza delle produzioni agricole italiane e la globalizzazione", prosegue con la nomina ad Accadmeia Onorario dell'On. Antonio Patuelli, Presidentre ABI e Cassa di Ravenna S.p.a., alla qule segue la sua Prolusione inaugurale dal titolo "Credito e Agricoltura".

Conclude la cerimonia la consegna della quarta edizione del "Premio FIlippo Re", orgamizzato in collaborazione con Image Line e sponsorizzato da ILSA S.p.a, per studi originali e innovativi in campo agronomico di studenti e ricercatori under 40.

Si ricorda che la partecipazione alla cerimonia è esclusivamente su invito e i posti disponibili sono terminati. Nei giorni successivisarà disponibile al canale YouTube dell'Accademia la registrazione integrale dell'evento.

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PREMIO FILIPPO RE INCONTRO SU AGRICOLTURA SOCIETÀ E TERRITORIO

La terza edizione del"Premio FIlippo Re. Ambiente, Economia, Società, Territorio", organizzato in collaborazione tra Accademia Nazionale di Agricoltura e Image Line S.r.l e sponsorizzato da ILSA S.p.a, è giunto alla sua fase conclusiva che prevede la presentazione dei tre studi finalisti. L'incontrosi tiene, martedì 5 aprile alle ore 16, presso la Sala del Cubiculum Artistarum di Palazzo dell'Archiginnasio e sarà aperto dal Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura, al quale seguirà il salutodel Dott. Paolo Girelli, Presidente di ILSA S.p.a. Le conclusioni saranno tenute dal Dott. CristianoSpadoni, Business Strategy Manager Image Line, modera il Prof. Gianpietro Venturi, Presidentedella Commissione valutatrice del premio.

I tre studi finalisti di quest'anno sono:

. Elisa Appolloni, Phd Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari Università degli Studi di Bologna, “The global rise of urban rooftop agriculture: a review of worldwide cases”.

. Roberto De Vivo, Phd Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali Università di Napoli “Federico II”, “Influence of carbon fixation on the migration of greenhouse gas emission from livestock activities in Italy and the achievement of carbon neutrality”.

. Martina Mazzon, Research fellow Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari Università degli Studi di Bologna, “Conventional versus organic management: application of simple and complex indexes to assess soil quality”.

Per partecipareall'incotro si chiede di confermare la propria presenza scrivendo alla mail: premiofilippore@accademia-agricoltura.it

E' possibile seguire online la presentazione degli studi collegandosi al link:https://meet.jit.si/PREMIOFILIPPORE

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IL QUARTO NUMERO DELLA RIVISTA DI DIVULGAZIONE AGRARIA E' ONLINE

Alla sezione "Pubblicazioni" del nostro sito è disponibile il Numero.4della "Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria" edita dall'Accademia Nazionale di Agricoltura. Al suo interno numerosi contibutidedicati allapasta e al grano duro, la produzione di coltura nella Roma antica, note sulla ciliegia, considerazioni scientifiche sull'agirocolturabiodinamicae la "società pastorale " del primo Ottocentoscrittidastudiosi e professori universitari dei principali atenei italiani. Apreil numero la prefazione del Presidente,Prof. Giorgio Cantelli Forti.

Link alla sezione dedicata:https://www.accademia-agricoltura.it/rivista/

Si ricorda che la rivista è disponibile online, oppure, in forma cartacea presso la sede dell'Accademia Nazionale di Agricoltura (via Castiglione 11, Bologna).

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IL TERZO NUMERO DELLA RIVISTA DI DIVULGAZIONE DI CULTURA AGRARIA E' ONLINE

Alla sezione "Pubblicazioni" del nostro sito è disponibile il Numero.3della "Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria" edita dall'Accademia Nazionale di Agricoltura. Al suo interno numerosi contibutidedicati alla dimensione culturale del territorio, innovazione e tecnologia inagricoltura, la sostenibilità della produzione dell carni in Italia, la storia della cooperazione ravennate nella bonifica delle paludi pontine, scrittidastudiosi e professori universitari dei principali atenei italiani. Apreil numero la prefazione del Presidente,Prof. Giorgio Cantelli Forti.

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AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO FILIPPO RE

Il “Premio Filippo Re – Ambiente-Economia-Territorio-Società”, (scarica qui il bando)nasce con l'obiettivo di promuovere una costante evoluzione del ruolo dell'agricoltura per l'economia del paese e le interazioni di questo settore con le sue dinamiche sociali, ambientali e territoriali. Quest'annoil premio, del valore economico di5.000 euro,sarà assegnato alla pubblicazione scientifica che, con approccio multidisciplinare, originale e consguardo d'insieme, indagherà l'impatto del settore agricolo suisistemi social e territoriali nazionali.

Nel 2019Accademia Nazionale di Agricoltura e Image Line hanno firmato un protocollo di intesa per l'organizzazione di attività volte alla promozione della cultura e alla divulgazione scientifica in ambito agrario verso il pubblico. L'idea nasce dalla comune volontà di unire competenze e professionalità al fine di valorizzare le eccellenze agricole, agroalimentari, ambientali e favorire le condizioni di sostegno a una corretta alimentazione, a una gestione sostenibile dei suoli, delle colture e delle risorse paesaggistiche e forestali. Da queste intenzioni nasce il“Premio Filippo Re – Economia, Società, Ambiente e Territorio”che, nello specifico, si focalizza annualmente su uno dei quattro settori di riferimento presenti nel titolo, distinguendosi per il grado di innovazione e lo studio analitico eseguito rispetto allo stato dell'arte del settore prescelto. Al bando possono concorrere articoli e pubblicazioni di rilievo scientifico, editi da testate registrate e annali di accademie, in cui almeno uno degli autori non abbia ancora compiuto il 40° anno di età. Il premio, intitolato al famoso botanico e agronomo italiano, primo segretario dell'Accademia e uno dei suoi più illustri padri fondatoriha visto la secondaedizione del 2021, dedicata al rapporto tra agricoltura e ambiente, assegnata alDott.Andrea Fiorini, Phd Department of Sustainable Crop Production Università Cattolcia del Sacro Cuore, che ha presentato lo studio"Combining no-till rye (Secale cereale L.) cover crop mitigates nitrous oxide emission without decreasing yield".L'articolo ha affrontato con approccio multidisciplinare, un tema di particolare importanza per la sostenibilità dell'agricoltura dei nostri giorni: come ridurre l'impatto negativo delle pratiche agricole sull'agro-ecosistema e sull'ambiente. Lo studio in questione si è collocato all'interno di un pocesso di revisione degli attuali sistemi agricoli, in un'ottica di adattamento dell'agricoltura e contemporanea mitigazione del cambiamento climatico, mantenendo o addirittura aumentando le rese delle principali colture agrarie.

Il vincitore del premio sarà premiato durante l'inaugurazione dell'Anno Accademico, che si voleerà ad Aprile 2022 presso la Sala dello Stabat mater di Palazzo dell'Archiginnasio a Bologna, avendo così la possibiltà di presentare al pubblico il suo studio. Un suntodel suo studio verrà inoltrepublicato sugli Annali dell'Accademia Nazionale di Agricoltura l'anno successivo.

Per maggiori informazioni e dettagli sulla partecipazione al prossimo bando di concorsoinvitiamo acontattare la mailpremiofilippore@accademia-agricoltura.it

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CHIUSURA DEGLI UFFICI PER LE FESTIVITÀ

Gli uffici dell'Accademia Nazionale di Agricoltura rimarranno chiusi per le festività dal 24 dicembre al 7 gennaiocompresi. La riapertura è prevista per lunedì 10 gennaio 2022.Auguriamo a tutti voi Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
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SOTTOSCRITTI I NUOVI PROTOCOLLI D'INTESA

L'Accademia Nazionale di Agricoltura, in occasione dell'annuale convocazione dell'Assemblea, ha sottoscritto i nuovi Protocolli d'intesa con Confagricoltura DonnaEmilia-Romagna, rappresentatadalla Presidente Prof.ssa Rosanna Scipioni, il Centro Studi Estimo e di Economia Territoriale, rappresentata dal Presidente Prof. Enrico Marone, la Società Italiana di Economia Agraria, rappresentata dal Presidente Prof. Giulio Malorgio e l'Associazione Italiana di Società Scientifche Agrarie, rappresentatadal Prof. Davide Viaggi.

Gliaccordi sottoscritti con Enti di tale rilevanza rientrano negli obiettiviche l'Accademia Nazionale di Agricoltura si è posta riguardo la promozione interdisciplinare dell'agricoltura e degli ambiti ad essa connessi come la diffusione della cultura agraria, la divulgazione e formazione in campo scientifico, la tutela evalorizzazione di territorio, paesaggio e ambiente legatisia alle testimonianze di interesse storico che a quelle attuali. I Protocolli d'intesa prevedono, a seconda delle differenti declinazioni date dalla naturadiciascun soggetto firmatario, numerose attività che si possono sintetizzare nell'organizzazionedi iniziativecomunidi tipo culturale e scientifico, in momenti dedicati alla divulgazione di studi, seminari e ricerche scientifiche, nello sviluppo attivo di azioni comuni legate a tutela dell'ambiente, sicurezza alimentare, sviluppo del mondo rurale. Gli scopi finali di tali sottoscrizioni hanno come obiettivo, dunque, lo svolgere azioni comuni per unire competenze e professionalità al fine di promuovere il progresso sociale, scientifico e culturale in tutti gli ambiti che interessano l'agricoltura, gli alimenti, le risorse naturali e le attività ad esse connesse.

"Esprimo la mia più viva soddisfazione per la sottoscrizione di questi importanti protocolli d'intesa con realtà così qualificate - ha commentatoIlProf. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura- essendo certo che la collaborazione tra le parti e la multidisciplinarietà siano la base per far avanzare la conoscenza scientifica e culturale in agricoltura. Sono certo che tutti gli Enti firmatari si impegneranno per diffondere il sapere nei campi di nostro interessee aumentare la consapevolezza che il mondo agricolo sia oggi fondamentale per le sfide ambientali che ci aspettano a partire dalla necessaria transizione ecologica che vedrà nonsolo il nostro Paese, ma tutto il pianeta, attivo nel raggiungere gli obiettivi prefissati a livello internazionale, fino ad arrivarealle nostre abitudiniquotidiane centraliper giungere a un giusto equilibrio tra uomo e ambiente".

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CONFERITO IL PREMIO ROMANO BONAGA 2021

Nella prestigiosa sede del Cubiculum Artistarum, in ottemperanza alle norme COVID-19 su riunioni e manifestazioni a numero ridotto, è stato consegnato il giorno 2 dicembre il "Premio Romano Bonaga" edizione 2021. Organizzato in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell'Università di Bologna, il panificio Paolo Atti e l'Accademia Nazionale di Agricoltura, il riconoscimento, dedicato alla figura dellostorico panificatore bolognese, è consegnato alla migliore Tesisull'uso dei cereali nella alimentazione.Quest'anno lavincitriceè statala Dott.ssa Clara Coli, delCorso di Laurea in Scienze Farmaceutiche applicate - Curriculum Tecniche Erboristiche,con lo studio "Farro, lievitomadree prevenzionedell'ipercolesterolemia".Alla premiazione erano presenti il Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura, la Prof.ssa Silvana Hrelia, Responsabile scientifica del Premio, la Prof.ssa Cecilia Prata, relatrice della tesi vincitrice, il Prof. Gilberto Bonaga e la Sig.ra Rita Bonaga in rappresentanza della Sig.ra Anna Maria Bonaga e del Panifico Atti di Bologna.

Lo scopo del presente elaborato è quello di esaminare gli aspetti nutrizionali e nutraceutici dei cereali, approfondendo quelli legati al consumo di pane integrale a lievitazione naturale e di farro dicocco (Triticum dicoccum), specie verso la quale c'è stato, negli ultimi anni, un rinnovato interesse. L'attenzione è stata rivolta all'effetto che il loro consumo ha nel contrastare diverse problematiche, tra cui l'ipercolesterolemia, condizione di rischio correlata allo sviluppo di aterosclerosi e malattie cardiovascolari e che può essere contrastata mediante una sana alimentazione.Lo studio vincitore del premio ha infatti confermato che la dieta mediterranea costituisce un valido aiuto per contrastare l'insorgenza di patologie cronico/degenerative, con particolare efficacia nei confronti delle patologie cardiovascolari.Gli effetti sono dati dalla combinazione dei vari alimenti, tra cui quelli derivati dai cereali, di cui il pane a lievitazione naturale rappresenta il prodotto di punta. I cereali, soprattutto se integrali, hanno infatti un ruolo “equilibratore” nella dieta, grazie al loro potere saziante, alla ricchezza di fibra alimentare e di altri micronutrienti fondamentali.Il consumo di cereali integrali, unito ad uno stile di vita sano risulta utile nella prevenzione dell'insorgenza di malattie cardiovascolari, agendo su vari fattori di rischio, tra cui l'ipercolesterolemia.

L'originalità dell'elaborato e l'approfondimento sul cereale farro e sulla lievitazione naturale del pane sono state alla base delle motivazioni che hanno portato all'assegnazione del premio. (Foto gentilmente concesse da Gianni Schicchi).

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OLI E GRASSI USI FOOD E NON FOOD

Si è svolta in modalità online, mercoledì 24 novembre alle ore 16, la videoconferenza di presentazione del volume “Oli e grassi: fonti oleaginose per gli utilizzi food e non food” edito da Edagricole (2019) e curato dal Prof.Giuliano Mosca. L'incontro ha voluto presentare il volume che, in maniera unica nel panorama editoriale scientifico italiano, tratta gli oli vegetali e i grassi animali nelle loro numerose derivazioni, sia food che non food. Molto spesso, infatti, non ci si accorge di quanto gli oli e grassi siano presenti nella nostra vita quotidiana, dai prodotti alimentari, a quelli per la cosmesi e l'igiene personale, fino ad arrivare a bioenergia, lubrificanti e prodotti vernicianti per le industrie. Nella sua redazione il volume “Oli e grassi: fonti oleaginose per gli utilizzi food e non food” ha coinvolto ben 71 specialisti, riuscendo a costruire un quadro complessivo unico, trattante la produzione di lipidi derivanti da 37 specie vegetali, 32 erbacee e 5 arboree (è stato escluso l'olivo), da carcasse animali, da pesci, insetti e microalghe.

I relatori sono stati il Prof.Giuliano Mosca, già Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee Università di Padova, il Prof.Giovanni Lercker, già Ordinario di Chimica e tecnologia degli alimenti Università di Bologna, la Prof.ssa Anna Lante, Associata di Tecnologie alimentari Università di Padova. L'incontro è stato moderato dal Prof. Gianpietro Venturi, già Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee Università di Bologna e Accademico Emerito dell'Accademia Nazionale di Agricoltura. Di seguito quanto emerso durante il pomeriggio.

Un quadro unico sul mondo di oli e grassi “Oli e grassi sono due parole che racchiudono un mondo complesso sia per l'origine della materia prima che per le tante diverse utilizzazioni dei prodotti finali. Il volume presentato oggi - ha esordito il Prof. Gianpietro Venturi - ha coinvolto 71 specialisti, riuscendo a costruire un quadro complessivo unico. E' stata trattata la produzione di lipidi derivanti da 37 specie vegetali, 32 erbacee e 5 arboree (è stato escluso l'olivo), da carcasse animali, da pesci, insetti e microalghe. Per tutte le specie sono stati considerati, con diversi livelli di approfondimento, origine, diffusione, morfologia e fenologia, varietà e miglioramento genetico, esigenze e adattamento all'ambiente, tecniche agronomiche, modalità di raccolta e conservazione. Per quasi tutte le destinazioni d'uso, oltre alle specifiche caratteristiche tecniche dei lipidi e delle tecnologie impiegate nella filiera, vengono anche esaminati aspetti di mercato e prospettive future. Nel capitolo specifico dedicato agli usi non alimentari delle sostanze grasse vengono illustrati estesamente gli impieghi energetici, quelli per detergenza, igiene personale, cosmetica, lubrificazione, prodotti vernicianti. Gli oli e i grassi, dunque, senza che ce ne rendiamo conto entrano nella nostra vita e nei tanti prodotti che ci circondano e utilizziamo giornalmente”.

Origini e destinazioni dei due prodotti “Nell'odierna editoria dedicata agli oli vegetali e ai grassi animali un testo di riferimento come questo non si trova, ovvero ne esistono alcuni orientati prevalentemente sull'oleochimica, la detergenza, la lubrificazione, molto specialistici quindi. Per quanto riguarda ciascuna specie vegetale – ha detto il Prof. Giuliano Mosca - questo libro vuole distinguersi per un equilibrato connubio tra la più classica parte agronomica, evoluzione varietale delle singole specie, quale risultato dell'attività di un breeding convenzionale e biotecnologico, produzione e qualità dell'olio e suo end use. Il testo ha per scopo quindi la trattazione di un ampio numero di fonti oleaginose sia per destinazione food che non food secondo una logica di filiera. Vengono descritte le piante fornitrici di oli alimentari, oli industriali (bioenergia, lubrificazione, detergenza, stampa, fitorimedio) accanto a piante i cui oli essenziali vengono destinati al “personal care” (cosmesi, farmacopea). Viene trattato anche il contributo degli insetti alla produzione di lipidi e saranno discussi anche i grassi inutilizzati di carcasse grasse (suine, bovine, ovine, animali marini)”.

La struttura dei lipidi “I lipidi svolgono nei sistemi biologici un ruolo energetico, strutturale e funzionale. In particolare, oli e grassi presenti negli alimenti sono fonti importanti di acidi grassi polinsaturi (PUFA). I PUFA sono definiti acidi grassi essenziali (EFA) perché l'uomo e gli altri animali non sono in grado di sintetizzarli e quindi devono essere acquisiti con la dieta. Gli EFA sono classificati in due forme, gli ω-6 con capostipite l'acido linoleico e gli ω-3 derivati dall'acido α-linolenico; i due gruppi sono metabolicamente interconnessi, ma funzionalmente diversi. I PUFA – ha proseguito la Prof.ssa Lante -omega-6 e omega-3 sono importanti componenti strutturali delle membrane cellulari. Quando incorporati nei fosfolipidi, influenzano le proprietà della membrana cellulare, come la fluidità, la flessibilità, la permeabilità e la segnalazione cellulare. In particolare, gli omega-3 sono considerati composti bioattivi grazie alla posizione del primo doppio legame all'estremità metilica della molecola. In questo gruppo sono compresi l'acido alfa-linolenico (ALA, C18:3), l'acido stearidonico (SDA; C18:4), l'acido eicosapentaenoico (EPA; C20:5), l'acido docosapentaenoico (DPA; C22:5) e l'acido docosaesaenoico (DHA; C22:6). ALA è l'acido grasso capostipite di questa serie da cui derivano gli altri acidi grassi omega-3 per desaturazione e allungamento della catena. Poichè una percentuale ridotta di ALA è convertito nel corpo umano in acidi grassi omega-3 a catena lunga, viene raccomandata l'integrazione con la dieta di acidi grassi omega-3 a catena lunga, in particolare EPA e DHA”.

L'importanza degli omega-3 per sistema nervoso e retina “Le principali fonti di acidi grassi omega-3 sono vegetali, pesci, animali marini e microrganismi. Diversi studi hanno riportato e confermato i benefici nutrizionali e salutistici degli omega-3 negli esseri umani. Gli effetti biologici principali - ha concluso la Prof.ssa Lante - sono stati osservati nello sviluppo e nella crescita del sistema nervoso e della retina, nel controllo delle malattie metaboliche (diabete, obesità, rischio cardiovascolare e tumorale) nell'attività antinfiammatoria e nel trattamento del deficit cognitivo lieve. E' necessario ricordare che l'alto contenuto di PUFA a catena lunga determina una elevata vulnerabilità all'ossidazione degli oli omega-3 e dei prodotti alimentari fortificati con essi, provocando il deterioramento del loro valore nutritivo e della funzione biologica. Per questo motivo, le tecnologie di stabilizzazione applicate agli oli con omega-3 continuano ad essere importanti temi di ricerca sia per il mondo accademico sia per l'industria”.

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LA CASTAGNA UN FRUTTO AL CENTRO DI UNA IMPORTANTE RIVALUTAZIONE ALIMENTARE E AMBIENTALE

Si è svolto in modalità online, mercoledì 17 novembre, il settimo e ultimo incontro del ciclo 2021 de “I Mercoledì dell'Archiginnasio. L'Odissea del cibo dal campo alla tavola” dedicato alla castagna. I relatori sono statiRenzo Panzacchi, Presidente Consorzio Castanicoltori Appennino Bolognese, il Prof. Marco Malaguti, Associato di Biochimica Università di Bologna, il Dott. Guido Mascioli, Delegazione Bologna A.I.C. e il Dott. Ercole Borasio, Accademico Ordinario A.N.A.Il ciclo di conferenze “I Mercoledì dell'Archiginnasio. L'Odissea del cibo dal campo alla tavola”, è tenuto una volta al mese da aprile a novembre al linkhttps://meet.jit.si/MERCOLEDIARCHIGINNASIOe ha visto Accademia Nazionale di Agricoltura, Delegazioni bolognesi dell'Accademia Italiana della Cucina e Società Medica Chirurgica di Bologna insieme per divulgare la buona comunicazione in campo alimentare favorendo la conoscenza al pubblico delle fasi di produzione, qualità salutistiche e storia in cucina delle eccellenze agroalimentari italiane.

Per secoli è stata l'alimento principale, in particolare delle popolazioni montane, tanto da chiamare il castagno “l'albero del pane”. Oggi la riscoperta della castanicoltura sta avendo effetti positivi sia per la tutela ambientale di numerose realtà territoriali, come ad esempio il Castagneto Didattico Sperimentale di Granaglione sull'Appennino bolognese al centro di numerose attività a cura di Fondazione Carisbo e Accademia Nazionale di Agricoltura, che in cucina dove la farina di castagna è sempre più apprezzata. Oggi l'Italia esporta marroni e castagne, anche DOP e IGP di grande qualità, ma la scarsa produzione nazionale (40.000 tonnellate annue) limita l'export e non soddisfa la domanda interna costringendo a importare dall'estero prodotti di minore qualità a un prezzo più alto. Il rilancio definitivo della castanicoltura nazionale favorirebbe la transizione ecologica di numerose realtà montane creando, al contempo, una nuova risorsa economica per il Paese.

L'Italia è stata a lungo il principale produttore mondiale di castagne e il primo paese esportatore al mondo, ma a partire dagli anni Cinquanta del Novecento l'abbandono progressivo delle aree montane ha portato a una forte decrescita della produzione castanicola passata dalle 556.970 tonnellate del 1928 alle 40.000 di oggi (dati Eurocastanea 2019). Oggi la produzione italiana è di ottima qualità, ma non sufficiente a coprire sia la domanda interna che quella esterna. Il nostro paese esporta castagne e marroni di grande qualità, anche DOP e IGP, per il consumo fresco, e importa castagne di qualità inferiore destinate in larga misura alla trasformazione (farine, quinta gamma, snack, ecc…) ma anche per il consumo del fresco presso la GDO. Nel complesso l'Italia esporta 13 mila tonnellate, a fronte di 23 mila tonnellate importate a un prezzo più alto, dati che fanno capire come sia necessario aumentare la produzione di castagne e marroni nazionali (dati Eurocastanea 2019). A livello mondiale il leader è la Cina che produce quasi 2 milioni di tonnellate l'anno, 4 volte rispetto a quello che produceva nel 2000, grazie a un preciso progetto di sviluppo che ha realizzato 1,9 milioni di ettari di nuovi castagneti da frutto in vent'anni, seguito dalla Turchia che produce 63.500 tonnellate annue e poi da Corea del Sud con 53.000 tonnellate (dati FAO 2019). Rispetto a un recente passato i produttori europei hanno subito pesanti riduzioni della produzione, tranne il Portogallo che ha saputo intercettare il fabbisogno degli altri paesi avendo avviato, dal 2010, un piano per creare 10.000 ettari di nuovi castagneti da frutto. I mercati europei chiedono in particolare prodotti “premium” di alta qualità, come quelli italiani, e negli ultimi anni un rinnovato interesse verso la castanicoltura è presente da parte di tutti gli attori della filiera nazionale (produttori, università, centri di studio e ricerca, istituzioni). Anche sotto il profilo normativo sono in discussione proposte di legge per far ripartire la castanicoltura, soprattutto quella tradizionale dell'Appennino, al fine di favorire sia la rinascita economica che la salvaguardia ambientale di aree boschive e montane fino ad oggi non debitamente valorizzate. Di seguito quanto emerso durante l'incontro.

Una presenza costante nell'alimentazione umana dall'età della pietra a oggi “Per comprenderne pienamente il valore non dobbiamo dimenticare che quella della castagna è stata una presenza costante nell'alimentazione della specie umana, dall'età della pietra e dall'uomo delle caverne, fino ai giorni nostri. Fenici ed Ebrei commerciavano le castagne in tutto il bacino del Mediterraneo, Greci e Romani ne hanno sempre fatto uso, e tal proposito possiamo ricordare lo storico e medico Senofonte che nel V secolo a.C. definì il castagno “l'albero del pane”. L'ampia diffusione del castagno ha esordito Renzo Panzacchi - nell'antica Roma e in certe aree dell'impero è testimoniata da numerosi autori romani, tra i quali Catone, Virgilio, Tito Livio, Ovidio, Plinio, Columella. Bisogna poi attendere Carlo Magno prima e Matilde di Canossa subito dopo, per assistere in Italia alla valorizzazione colturale del castagno. Una spinta che si esaurirà solamente alla metà del secolo scorso, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando iniziò il grande esodo dalla montagna verso le città. Per la castagna si trattò di una vera catastrofe con una enorme riduzione delle superfici coltivate e della produzione, in un arco temporale molto breve. Poi, a partire dalla fine del secolo scorso, è iniziata una timida inversione di tendenza, che a poco a poco continua a prendere vigore e che consente di guardare al futuro con un motivato ottimismo”.

Fonte di potassio, fosforo e basso contenuto di sodio Dal punto di vista strettamente nutrizionale, castagne e marroni non presentano aspetti che possano farli classificare come alimenti di altissimo valore ma possiedono, alcuni aspetti da sottolineare. Le castagne – ha proseguito il Prof. Marco Malaguti - forniscono energia principalmente attraverso il loro contenuto di carboidrati, prevalentemente di tipo complesso, amido. Tale amido è a sua volta composto per i 2/3 da amilopectina, più ramificata e digeribile, e per 1/3 da amilosio, lineare e meno digeribile. La digeribilità dell'amido è fortemente influenzata dalla tecnica di cottura impiegata, castagne arrostite presentano una quota di amido resistente con proprietà prebiotiche superiore alle stesse castagne preparate con modalità differenti. Il contenuto di lipidi è inferiore ai 2g/100g peso fresco, il che rende castagne e marroni un alimento decisamente magro. Per quanto riguarda la composizione lipidica essa è prevalentemente rappresentata da acidi grassi polinsaturi e contiene anche una quota interessante di fitosteroli. La componente proteica è modesta (circa 3g/100g peso fresco), le proteine hanno un profilo amminoacidico completo, il che determina un indice chimico superiore a quello di molti altri alimenti vegetali. La composizione della parte edibile della castagna comprende poi un quantitativo molto significativo di fibra insolubile. Per quanto riguarda invece il contenuto in micronutrienti, spiccano il contenuto di potassio e fosforo, mentre l'alimento si caratterizza per un contenuto di sodio decisamente molto modesto”.

I prodotti di scarto sono la vera ricchezza nutraceutica della castagna “Oggi possiamo dire che la vera ricchezza del castagno risiede nei prodotti di scarto della lavorazione: foglie, corteccia, cupole spinose, gusci e tegumento interno sono un concentrato di composti bioattivi. Ciò che un tempo era materia di scarto oggi si presenta quindi come la vera ricchezza di questa pianta. Gli studi più recenti – ha continuato il Prof. Marco Malaguti - in cui il nostro laboratorio è stato coinvolto, hanno avuto come oggetto di indagine proprio le caratteristiche nutraceutiche di estratti di corteccia, di foglie e cupole spinose che si sono dimostrati possedere spiccate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie in modelli cellulari di cellule muscolari cardiache e microglia”.

Oggi la castagna ha il suo giusto riconoscimento in tavola “La castagna ha nutrito generazioni, specie sulle nostre colline, tanto che il castagno è stato definito l'albero della vita. Di esso nulla veniva gettato: legna, frutti, foglie, tutto serviva, in casa, nell'industria e sulla tavola. Oggi – ha affermato il Dott. Guido Mascioli - l'umile castagna ha avuto il suo giusto riconoscimento quale frutto prelibato e base di dolci sopraffini, assurgendo tra i simboli principali dell'autunno in tavola”.

Le attività del Castagneto Sperimentale Didattico di Granaglione “Il Castagneto Sperimentale Didattico di Granaglione nasce nel 2003 per iniziativa della Fondazione Carisbo, che ne ha la proprietà, nell'ambito del “Progetto Appennino” che prevede il recupero e la valorizzazione della castanicoltura locale. La superficie è di 10 ettari e al suo interno sono presenti un essicatoio tradizionale per la produzione di farina di castagne, un'aula didattica e un mulino da castagne. Dal 2018 – ha concluso il Dott. Ercole Borasio - la gestione tecnico-scientifica del castagneto è stata affidata all'Accademia Nazionale di Agricoltura e i progetti di valorizzazione del parco avviati sono molti dalla produzione castanicola da frutto, a quella da legno, fino all'innovativo progetto “Castagni parlanti” che studia, mediante apposizione di sofisticati sensori su 48 alberi, il sequestro di carbonio da parte dei castagni del parco. Oggi il castagneto è inserito all'interno della “Corona di Matilde”, in territorio Alto Reno Terme, primo Paesaggio Rurale di Interesse Storico dell'Appennino bolognese riconosciuto dal MIPAAF, e puntiamo ora al riconoscimento ministeriale della sua qualifica a “Centro nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale”.

Al canale Youtube dell'Accademia sono disponibili i video dell'incontro: 1.https://www.youtube.com/watch?v=qbhksF5YcvQ​(primi tre interventi) 2.https://www.youtube.com/watch?v=1G5f1CDzo34(case history "Il castagneto sperimentale didattico di Granaglione")

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