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25 Giugno 2026

Accademia e Fondazione del Monte insieme per l'Appennino

Nella mattinata del 25 giugno è stata presentata, presso la sede della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la III edizione del progetto “Aspira – Ambiente, Sostenibilità, Partecipazione, Interconnessioni, Reti, Appennini” dedicato allo sviluppo sociale ed economico delle aree interne e degli Appennini. L’approccio adottato è quello di considerare il territorio come "un unicum", senza distinzioni tra città, pianura e montagna, col fine di valorizzare le caratteristiche di ogni luogo e le interconnessioni tra le differenti aree del territorio, nella consapevolezza della necessità di una crescita comune dell’intero comparto della città metropolitana di Bologna. All’intero di questo vasto programma l’Accademia, per il terzo anno consecutivo, ha avuto la possibilità di presentare per la direttrice d’intervento “Formazione e lavoro per le giovani generazioni, dedicati all’orientamento e alla formazione professionale per gli studenti e le studentesse degli istituti agrari, le “Attività formative per lo sviluppo socio-economico per l’Appennino”.

Il progetto, promosso dall’Accademia con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ha visto la collaborazione del Comando Carabinieri Forestali di Bologna e Ferrara, del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, dei Dipartimenti di Scienze Mediche Veterinarie e di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e del Settore Attività Faunistico-Venatorie della Regione Emilia-Romagna. Da ottobre a dicembre 2025 ben 212 studenti del Liceo Scientifico Statale “Augusto Righi” di Bologna, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Arrigo Serpieri” di Bologna e degli Istituti Professionali Agrari “Luigi Nolè” di Loiano e “Benito Ferrarini” di Sasso Marconi hanno partecipato ad attività formative, tra laboratorio e campo, per un totale di 264 ore di attività. L’iniziativa, che si colloca nell’ambito delle ore di orientamento obbligatorie previste dall’ordinamento vigente, mediante incontri con esperti del settore, laboratori e uscite didattiche ha consentito di approfondire tematiche che non trovano spazio nella programmazione didattica tradizionale come l’uso delle tecnologie GIS e GPS, il contrasto all’erosine montana, la gestione della fauna selvatica, il benessere animale in zootecnia, la gestione della castanicoltura, la conoscenza del suolo con l’obiettivo di dare conoscenze tecniche per agevolare un futuro lavorativo nelle aree montane.

I corsi proposti, dunque, hanno toccato insegnamenti multidisciplinari, che possano aiutare gli studenti a comprendere a fondo le differenti attività ambientali, di controllo del territorio, produttive e di gestione che sono indispensabili per poter operare oggi in aree di montagna, a fronte dei numerosi problemi legati al dissesto idrogeologico e all’abbandono sociale ed economico di numerose aree del territorio appenninico.

Per il Presidente dell'Accademia, Prof. Federico Magnani: "Tutte le parti del territorio sono intimamente legate e il benessere, sia delle comunità di pianura che di montagna, sono la stessa cosa. Per fare questo è per noi essenziale unire due elementi come l'informazione e la formazione e, con il progetto presentato oggi, abbiamo cercato di fare questo lavorando con istituti agrari e licei, per fare conoscere la formazione agricola montana, non solo a chi sta già studiando per intraprendere questa strada, ma anche a coloro che potrebbero essere interessati nonostante vivano in città. Oggi l'ambiente è un tema sensibile per le nuove generazioni e, unendo insegnamenti dedicati anche all'aspetto produttivo, abbiamo voluto far capire come l'agricoltura di montagna sia una attività importante che può essere fatta con strumenti innovativi, senza perdere le nostre tradizioni, ma facendo sì che queste si evolvano per rispondere alle esigenze attuali. Speriamo di poter continuare a espandere il progetto, con il supporto della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, e siamo sicuri che tali esperienze di conoscenza possano essere esportate anche in altri territori".

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