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14 Luglio 2026

Agricoltura in costante trasformazione con ricerca e innovazione fondamentali oggi

Intervistato dal portale agricutura.it il Presidente Prof. Federico Magnani, ha analizzato le numerose sfide che vedranno l'agricoltura protagonista nei prossimi anni.

In tre parole: discussione, riferimento, divulgazione. Discussione: l’Accademia è innanzitutto un luogo di confronto aperto e informato sulle principali tematiche emergenti nel settore, coinvolgendo ricercatori, agricoltori e professionisti. Sono spesso argomenti dalle mille sfaccettature – scientifiche, economiche, sociali e culturali – che ognuno di noi fatica a cogliere da solo. Riferimento: l’Accademia costituisce un riferimento affidabile per chi a vario livello (regionale, nazionale, europeo) deve prendere decisioni importanti per il settore agricolo. Questo supporto esperto deve basarsi anche e soprattutto sull’ascolto del mondo agricolo. Divulgazione. Come viene percepita l’agricoltura dall’opinione pubblica? Spesso in modo falsato e irrealistico. L’Accademia deve aiutare a formare e informare gli italiani.

Questo attuale, che momento è per l’agricoltura italiana?
Di trasformazione. Con luci ed ombre a seconda della filiera che consideriamo: l’apertura dei mercati (pensiamo al MERCOSUR) crea problemi all’allevamento ma non alla frutticoltura. Con nuove normative europee (Nature Restoration Law, EUDR…) che dobbiamo riuscire a condizionare invece che subire, dobbiamo riuscire ad essere propositivi per far pesare anche a Bruxelles le priorità italiane. Poi abbiamo fattori di trasformazione sistemici, con l’arrivo di nuovi parassiti, l’impatto del cambiamento climatico e la crisi energetica. E la necessità di tenere il passo con l’innovazione sempre più rapida. Certamente una sfida, ma anche un’opportunità.

Le vicende internazionali, stanno condizionando il settore in Europa, quali soluzioni dovrebbero essere adottate da Ue e Governo?
Non sta a me suggerire quali soluzioni dovrebbero essere adottate. Quello che mi sento di dire però è che è indispensabile ascoltare il mondo agricolo e cercare di essere propositivi e coordinati. In questi ambiti piccolo non è bello!

PAC e Fondo Unico: che idea si è fatto e su quali principi si dovrà basare la prossima politica comune?
Personalmente penso che sia essenziale far capire ai cittadini e ai decisori che i fondi della PAC non sono un regalo agli agricoltori, ma una parziale compensazione per dei benefici ecosistemici che l’agricoltura – a certe condizioni – garantisce alla società. Inoltre le recenti vicende dimostrano come sia importante supportare l’agricoltura per garantire l’autonomia alimentare a livello europeo. Ci siamo abituati a pensare alla food safety (la salubrità del cibo), ci siamo accorti che non possiamo dimenticare la food security (la certezza degli approvvigionamenti).

Dopo anni, sono stati fatti passi in avanti per le TEA: crede possano garantire in futuro di produttività e competitività al settore? C’è ancora troppa diffidenza o poca conoscenza da parte della politica della ricerca in generale a suo avviso?
Sicuramente, e stiamo realizzano diverse iniziative per informare l’opinione pubblica e fugare tanti fraintendimenti e timori. Il miglioramento genetico è indispensabile non solo per le rese ma anche per ridurre gli impatti ambientali dell’agricoltura. E deve combinarsi con la preservazione della biodiversità – che è poi la base per la selezione vegetale del futuro.

Cambiamenti climatici e dissesto idrogeologico: che ruolo svolge l’agricoltura?
I cambiamenti climatici li subiamo, e alcune filiere sono messe a dura prova, non solo per le rese ma anche per la qualità delle produzioni. Le colture possono migrare ma le filiere produttive hanno una loro inerzia. Altro il caso del dissesto idrogeologico. L’agricoltura è vittima ma anche in qualche misura responsabile: dobbiamo ripristinare buone pratiche di governo idraulico che con meccanizzazione ed estensivizzazione sono state talvolta trascurate.

Settore agroforestale: a livello economico, sociale e ambientale come si collocano gli Appennini?
Luci e ombre. Collina e montagna hanno vincoli e costi superiori alla pianura, ma al tempo stesso è qui che spesso vengono fatte le produzioni di nicchia che sono l’orgoglio dell’Italia. E che spesso si possono combinare col turismo lento. La sfida è innovare nella tradizione: mantenere le tipicità e i paesaggi ma introducendo nel contempo le innovazioni necessarie. Pensiamo a come si è trasformata negli anni la viticoltura. Ricordando la necessità di garantire i servizi pubblici indispensabili per chi vive in Appennino.

Giovani in agricoltura: se ne parla molto, ma sono solo l’8% in Italia gli under 40 titolari di azienda agricola. Cosa occorre fare a suo avviso per un ricambio generazionale?
Prima di tutto un cambio di percezione. Far capire che l’agricoltura non è passato ma innovazione e modernità, coniugate con una nuova sensibilità ambientale. Che l’agricoltore è un imprenditore moderno, ma al tempo stesso il custode del territorio. Ma poi è indispensabile garantire i servizi pubblici (asili, pronto soccorso, trasporti…) anche nelle aree interne e non urbane. Se una giovane coppia vuole mettere su famiglia in campagna, queste sono considerazioni essenziali.

L'intervista di Lorenzo Benocci per il portale agricoltura.it è visibile anche al link: https://www.agricultura.it/2026/04/21/agricoltura-in-trasformazione-magnani-ana-innovazione-sfida-e-opportunita-essere-propositivi-per-non-subire-le-scelte-di-bruxelles/

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