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15 Giugno 2026

L'uso di AI, edge computing e space economy per lo sviluppo dell'agricoltura

In un mondo agricolo sempre più legato alla ricerca e agli sviluppi applicativi, la terza edizione del convegno Ecosistemi agricoli intelligenti. AI, edge computing, IOT e space economy” organizzato lo scorso 10 giugno, presso Villa Griffone a Pontecchio Marconi (BO), dalla Fondazione Guglielmo Marconi con la collaborazione del “Comitato Nazionale Marconi 150” lo scorso 10 giugno, ha rappresentato un momento di aggiornamento e riflessione sullo sviluppo delle applicazioni wireless per l’agricoltura intelligente, con particolare attenzione alle potenzialità offerte dall’innovazione tecnologica e all’impatto dello sviluppo satellitare anche per il settore agricolo. Negli ultimi anni, infatti, si assiste sempre più a una crescita straordinaria della quantità di dati disponibili in agricoltura e applicazioni come sensori, immagini satellitari, sistemi di supporto alle decisioni, macchine agricole connesse, piattaforme gestionali e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale producono ogni giorno informazioni preziose per migliorare la sostenibilità, l’efficienza e la competitività delle imprese agricole.

Oggi in Italia il settore agroalimentare rappresenta circa il 15% del PIL e, mediante l'evolversi dell'uso della digitalizzazione in questo comparto, lo scopo è rendere più competitiva la nostra agricoltura, riducendo i cosiddetti input (acqua, fertilizzanti, fitofarmaci) ed aumentando la resa produttiva. Nel Paese la digitalizzazione dell’agricoltura in sta procedendo, nonostante esistano delle criticità da superare, con il 42% delle aziende agricole che adottano soluzioni digitali di tipo 4.0 ed il 10% della superficie coltivata con soluzioni digitali. Per l’agricoltura diventa, così, fondamentale il contributo che possono dare i satelliti in termini di connettività, spesso mancante nelle zone rurali, che non possono garantire un ritorno degli investimenti, qualora si decidesse di investire in infrastrutture al fine di assicurare la completa connettività. Al contempo un altro importante asset è quello della cosiddetta "Space Economy", poiché i satelliti sono fondamentali anche nel monitoraggio della terra, ed in particolare dei terreni agricoli al fine di verificare lo stato di benessere delle coltivazioni, al fine di garantire con l'Intelligenza Artificiale, un corretto supporto alle decisioni per gli agricoltori. Le sfide per il comparto italiano sono dunque diverse e, senza dubbio, la prima si lega al ricambio generazionale con i giovani, scarsamente attratti dall’agricoltura, che però potrebbero trovare nella digitalizzazione caratterizzata da sensoristica, intelligenza artificiale e dati satellitari, quell'interesse che consenta di avere un’agricoltura maggiormente sostenibile, attrattiva a livello economico e vicina alle esigenze lavorative e d'interesse delle nuove generazioni.

Nei sui saluti iniziali il Prof. Paolo Clavenzani, Segretario dell’Accademia, ha spiegato come la digitalizzazione rappresenti una grande opportunità per gli agricoltori sia dal punto di vista economico, razionalizzando l’utilizzazione delle risorse idriche e di diverse sostanze come anche i fitofarmaci, che di aiuto alla gestione di grandi quantità di dati mediante l’uso dell’intelligenza artificiale e dei data center, permettendo la creazione di progetti europei e seguire maggiormente il tema della sicurezza dei lavoratori. L’auspicio è quello di aumentare la collaborazione tra aziende, enti di ricerca, università e per raggiungere questi scopi e l’Accademia Nazionale dell’Agricoltura, con le proprie competenze trasversali, è sempre disponibile a collaborare.

Successivamente l'accademico Prof. Enrico Al Mureden, Ordinario di Diritto civile all’Università di Bologna e docente di "Product Safety, Product Liability and Automotive" presso la Motorvehicle University of Emilia-Romagna, ha approfondito le implicazioni giuridiche dell’innovazione tecnologica applicata al settore agricolo, con particolare attenzione alla gestione dei dati, alla sicurezza dei sistemi e alla responsabilità degli operatori. In tale contesto la data governance assume un ruolo centrale con qualità, tracciabilità, interoperabilità e corretta gestione dei dati che rappresentano condizioni essenziali per assicurare, in modo chiaro, l’affidabilità degli algoritmi e la trasparenza dei processi decisionali automatizzati. Il dato agricolo, da semplice informazione tecnica, diviene così una risorsa strategica, idonea a incidere su produttività, sostenibilità, prevenzione dei rischi e stessa allocazione delle responsabilità all’interno della filiera. Particolare attenzione è da dedicare, inoltre, anche al tema della sicurezza funzionale. Negli ecosistemi agricoli intelligenti, la sicurezza non può essere riferita esclusivamente alla dimensione meccanica o fisica dei singoli dispositivi, ma deve essere valutata in relazione al funzionamento complessivo del sistema. Trattori automatizzati, droni, sensori, piattaforme predittive, sistemi satellitari e applicazioni di supporto alle decisioni operano infatti in modo interdipendente, generando nuovi profili di rischio connessi alla qualità dei dati in ingresso, alla robustezza del software, alla continuità delle connessioni, alla cybersicurezza e alla capacità del sistema di reagire a errori, anomalie o condizioni impreviste.

Infine, il Prof. Al Murenden ha terminato il suo intervento sottolineando l’importanza di una riflessione interdisciplinare, nella quale competenze giuridiche, tecnologiche, agronomiche ed economiche possano concorrere alla definizione di modelli di sviluppo capaci di coniugare efficienza produttiva, sostenibilità e responsabilità. L’agricoltura intelligente si configura, in questa prospettiva, come uno degli ambiti nei quali il diritto è chiamato a misurarsi con maggiore intensità con le trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale e dalle tecnologie digitali.

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