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28 Aprile 2026

Assegnati il Premio Filippo Re e il Premio Nazionale Giuseppe Loizzo

La VII edizione del “Premio Filippo Re”, organizzata insieme ad Image Line e dedicata a studiosi e ricercatori under 40 delle università italiane, è stata vinta dal Dott. Andrea Vitali, phd dell’Università di Torino, con lo studio “The environmental and agronomic benefits and trade-offs linked with the adoption alternate wetting and drying in temperate rice paddies”. La pubblicazione ha studiato, in maniera approfondita ed originale, come i cambiamenti climatici, ed in particolar modo la diminuzione della disponibilità della risorsa idrica e la competizione per il suo utilizzo tra l’agricoltura e gli altri settori, impongono alla risicoltura di allinearsi ai principi dell’agricoltura rigenerativa.

Secondo classificato il Dott. Giuseppe Bartolo Dimattia, phd, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro Alimentari dell'Università di Bologna, con lo studio "Root traits of different wheat cultivars influence soil structure: an X-ray computed tomography and root morphology study". La pubblicazione ha indagato l'interazione tra le radici di diverse varietà di grano e architettura fisica del suolo, identificando in questa sinergia un pilastro fondamentale per la transizione verso modelli di agricoltura sostenibile.

Terza classificata la Dott.ssa Rosangela Addesso, phd, Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali Ambientali Alimentari Università degli Studi della Basilicata, con lo studio "Soil organic matter quality in an olive orchad differently managed for 21 years: Insights into its distribution trough soil aggregates and depth". La pubblicazione ha analizzato gli effetti di 21 anni di due diverse gestioni del suolo, sostenibile e convenzionale, in un oliveto situato in Basilicata, sulla qualità e distribuzione della sostanza organica del suolo.

La IV edizione del “Premio Nazionale Giuseppe Loizzo”, organizzata insieme alla famiglia dell’accademico scomparso e dedicata a tesi di laurea in ambito cerealicolo, è stata vinta dalla Dott.ssa Benedetta Terramoccia, Università degli Studi della Tuscia, con lo studio “Tolleranza allo stress idrico in linee ricombinanti di frumento duro-Thinopyrum spp.: analisi del fenotipo e dell’espressione del gene LRD”. La pubblicazione evidenzia come il deficit idrico sia una delle principali cause di perdita di resa nel frumento, rendendo fondamentale migliorare la gestione delle risorse e la tolleranza allo stress. I risultati suggeriscono che l’uso della variabilità genetica delle specie selvatiche può favorire la selezione di varietà di frumento più resistenti ai cambiamenti climatici.

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