Scopri le Notizie sull'Accademia

27 Giugno 2025

Continua l'impegno per gli Appennini

La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, nella mattinata di mercoledì 25 giugno, ha presentato il programma “Aspira” (Ambiente, Sostenibilità, Partecipazione, Interconnessioni, Reti, Appennini) dedicato allo sviluppo socio-economico delle aree interne e degli Appennini.  L’intenzione, attraverso un finanziamento complessivo di 200.00 mila euro, è quello di creare reti di comunità, d’intesa con Regione Emilia-Romagna, Città Metropolitana di Bologna, Curia e istituzioni del territorio seguendo direttrici d’intervento focalizzate sulla formazione, la valorizzazione delle risorse e delle competenze locali, l’integrazione sociale, welfare sociale e imprenditoria.

In merito al punto dedicato alla formazione di studenti e studentesse, in particolare degli istituti agrari, è intervenuto il Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, che ha parlato del progetto capofila di filone d’intervento, ovvero, le Attività formative per lo sviluppo socio-economico dell’Appennino”. Il progetto, per l’anno scolastico 2024-2025, ha attivato sette nuovi corsi di studio, svolti da ottobre a dicembre 2024, ai quali hanno partecipato ben 160 studenti, per un totale di 170 ore di lezione, sia in laboratorio che sul campo. Le attività formative sono state concordate con i dirigenti scolastici, i docenti e i tutor di riferimento grazie alla disponibilità di accademici dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, ufficiali dei Carabinieri Forestali Emilia-Romagna, nonché esperti di associazioni culturali del territorio.

Di seguito si riportano le dichiarazioni del Presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura.

L'impegno dell'Accademia con i progetti per la montagna
“L’Accademia ha sempre creduto nell’Appennino come presidio fondamentale e indispensabile per la tutela dell’ambiente e della pianura. Negli ultimi decenni, purtroppo, scelte sbagliate a livello politico hanno portato diverse criticità in queste zone, lasciandole non solo senza persone, ma anche senza mano dell’uomo per indirizzare le acque, pulire canali, fiumi e tutelare il regime delle acque con i danni che abbiamo visto. Oggi serve una revisione programmatica tecnico-scientifica, senza polemiche e critiche, delle zone montane attraverso la riorganizzazione degli Appennini, affinché possano avere un reale sviluppo futuro. Negli ultimi anni, insieme a diversi partner del territorio come il Comune di Alto Reno Terme, il Comando Carabinieri Forestali della Regione Emilia-Romagna, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la Fondazione Carisbo e l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna abbiamo avviato due progetti come la formazione scolastica e la valorizzazione della castanicoltura.

Formazione scolastica e sviluppo della castanicoltura
"Per quanto riguarda i giovani è sempre più importante predisporre e creare luoghi a loro dedicati, attraverso la formazione e la scuola, e con la Fondazione del Monte facciamo aiutando gli studenti nel loro orientamento professionale al termine del percorso di studi quinquennale. Quest’anno, ben 160 ragazzi hanno partecipato, con attività didattica tradizionale e sul campo, a corsi di indirizzo formativo di tipo tecnico-professionale dedicati alle piante officinali, alla scultura dell’arenaria, alla conoscenza del suolo, alla viticoltura e frutticoltura in montagna con un altissimo grado di soddisfazione. Mentre per la castanicoltura l’impegno assunto al castagneto sperimentale di Granaglione, ora “Centro Nazionale per lo Studio e la Biodiversità Forestale” è un esempio lampante di progettualità. Oggi è diventato uno dei cinque centri nazionali dedicati alla biodiversità naturale, un luogo di studio, ricerca scientifica e produzione di farina di castagne. Al suo interno sono presenti ben 14 varietà di germoplasmi di piante (10 da frutto e 4 da legno), un unicum a livello italiano, che possono diventare un volano non solo ambientale, ma anche economico per il territorio grazie al vivaismo. Questi sono i nostri investimenti per il futuro della montagna e di coloro che la abitano agendo, con convinzione, nel concreto grazie a progetti di fattibilità reali come quelli messi in campo.”

Potrebbe interessarti anche

cross