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28 Aprile 2025

L'olivocultura in Italia

Premessa.
L’olivicoltura, con il prezioso oro verde che ne deriva, è un settore di grande interesse per l’agricoltura italiana. Infatti, l’argomento è stato affrontato, nella recente pubblicazione n. 10 della “Rivista di divulgazione di cultura agraria”, dall’Accademia Nazionale di Agricoltura (ANA) con l’articolo “L’olio di oliva: un alimento prezioso” della prof.ssa Tullia Gallina Toschi e Coll. dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. La Rivista e l’articolo sono consultabili on line sul sito dell’Accademia.

Professor Cantelli Forti quanto è importante il ruolo dell’olio di oliva nell’alimentazione mediterranea dell’uomo e della donna?
Da sempre il ruolo dell’Olio di oliva nell’alimentazione nella dieta mediterranea è indispensabile per la diffusione di corrette conoscenze scientifiche e nutrizionali, tali da rivestire un valore naturale importante, per sconfiggere la banalità e il qualunquismo che spesso lo circonda. In particolare, i valori nutrizionali dell’olio extra di oliva, particolarmente dotato di sostanze nutraceutiche e salutistiche, sono fondamentali per tutelare il consumatore, in tempi di contraffazioni.

Professore quali sono le origini dell’olio in Italia?
Le prime coltivazioni della pianta di olivo, lungo le coste del Mediterraneo, furono introdotte dai Fenici circa 6000 anni fa, attraverso la Grecia continentale fino ad arrivare in Sicilia e nell’Italia meridionale. Fu grazie all’Impero romano che l’olio di oliva e delle stesse olive da tavola, raggiunse la sua massima diffusione in tutti i territori conquistati dai Romani.

Professore quanto è importante la produzione olearia della Regione Emilia-Romagna?
La Regione Emilia-Romagna, rispetto alle altre regioni nazionali, ha registrato un aumento di produzione consistente, certificate dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna. In particolare, sono state certificate la conformità di produzione di due denominazioni di origine protetta (DOP): olio extra vergine di Brisighella e Colline di Romagna. Le caratteristiche chimico-organolettiche di questi oli sono, rispettivamente: per lo standard qualitativo legato agli alti contenuti in acido oleico e in antiossidanti, con un profilo sensoriale medio-alte di fruttato, amaro e piccante; per lo standard di media intensità di fruttato, amaro e piccante, con una netta prevalenza di mandorla.

Professore quale è l’olio di oliva più consumato in Italia?
In riferimento alla definizione merceologica, l’olio di oliva più consumato in Italia è l’olio di oliva extra vergine, ottenuto dal frutto solo tramite processi meccanici tali da non alterare l’olio. Inoltre, non deve avere subito alcun trattamento diverso dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dalla filtrazione.

Scarica qui il pdf dell'intervista dall'organo di informazione dell'Accademia dei Semplici.

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