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Pac 2028-2034. Agricoltura e EU: facciamo chiarezza
Si è svolto l'incontro, organizzato dall'Unione Provinciale Agricoltori Siena, per analizzare i risvolti sull'agricoltura italiana ed europea relativi alla prossima Pac
Le nuove proposte della Commissione Europea, per il periodo 2028–2034, aprono a una riscrittura profonda della PAC, sia sotto il profilo normativo, che delle risorse economiche. Un vero cambio di paradigma che richiede riflessione, confronto e una chiara definizione del ruolo che l’agricoltura deve tornare ad avere in Europa per far fronte alle esigenze di cui necessita per il prossimo futuro. Di questi argomenti si è dibattuto, mercoledì 8 ottobre, durante l’incontro “Pac 2028-2034. Agricoltura e EU: facciamo chiarezza”, organizzato da Confagricoltura Siena presso il Palazzo della Provincia. Da quanto emerso durante la conferenza, che ha visto presenti come relatori Mario Braga, Presidente Nazionale Collegio Periti Agrari, il Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, Roberto Caponi, Direttore Generale Confagricoltura e il Prof. Massimo Vincenzini, Presidente dell’Accademia dei Georgofili diverse sono le criticità e le domande che la nuova PAC pone agli addetti ai lavori. Dalle prime indicazioni si prospetta un calo del 20% del budget, che passerà da 378 a 294 milioni, la necessità di presentare un “Piano unico nazionale” che unifichi tutti i fondi, il mantenimento da parte della Pac di un proprio budget, una normativa separata inserita nel piano unico, tempi e burocrazia più lunga, infine la richiesta di un nuovo rapporto tra ministeri e regioni.
Di seguito riportiamo le dichiarazioni del Prof. Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura e del Dott. Mario Braga, Presidente Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.
“Quando la Pac nacque aveva accordi e obiettivi diversi da oggi, tra cui calmierare il mercato e aiutare gli agricoltori che vedevano, troppo spesso, le proprie merci sottopagate sul mercato. L’agricoltura italiana è da sempre molto controllata e produce prodotti di alta qualità, non solo dati dalle materie prime, ma anche da un tale livello di sicurezza alimentare, che garantisce la nostra salute. Tutto questo però – ha detto il Prof. Cantelli Forti – per la nostra filiera ha un costo elevato e se da altri paesi, siano essi europei o al di fuori dell’UE, avviene una concorrenza sleale che porta all’immissione sul mercato di prodotti alimentari di basso livello, che non rispettano i nostri standard e, inoltre, hanno un costo più basso si crea solamente un grave danno per l’economia e la salute nazionale. Io credo che la Pac giocherà una carta determinante per il futuro della nostra agricoltura, ma è necessario tutelare globalmente l’agricoltura europea, in quanto asset fondamentale per ogni stato membro, agevolare il passaggio ai giovani, portare le aziende a investire realmente nell’innovazione e tutelare realmente i prodotti agroalimentari che hanno standard di produzione elevati. Se, come sembra, la prossima Pac avrà meno risorse, rischieremo realmente di abbassare gli standard della nostra agricoltura e di non difenderla come merita.”
“Cerco sempre di guardare in avanti in modo analitico e reale; serve maggiore collaborazione tra le parti. Oggi non vedo obiettivi nuovi da parte dell’Unione Europea e, in tanti, hanno fatto valere di più gli interessi della propria agricoltura rispetto alle altre. Molte cose vanno ripensate perché, senza un vero spirito costruttivo, avremo una progressiva degenerazione, e come primo punto necessitiamo di togliere molta della burocrazia presente oggi. Per agevolare – ha continuato il Prof. Cantelli Forti – realmente i 27 stati membri è necessario trovare una forza comune di rilancio dell’agricoltura, togliendo le zone d’ombra e gli interessi di parte, con onestà e serietà pensando al bene che l’agricoltura porta ad ogni Paese. Tutti hanno criticità e cerchiamo, come organizzazioni agricole, di assumere uno spirito comune per indirizzare la politica, al fine di tutelare un bene fondamentale per economia, lavoro e tutela ambientale nazionale, con un approccio di lungo periodo basato su conoscenza e responsabilità.”
“Richiamando quanto affermato dal Direttore regionale di Confagricoltura Cavicchioli – ha sottolineato il Dott. Mario Braga – il quale ha dichiarato che, in questo tempo grave e sfidante, occorra recuperare una “visione” di una agricoltura proiettata in un futuro già presente. Confrontarsi sulla PAC agenda 2028-2034 diventa oggi irrinviabile avendo chiaro che siamo chiamati a governare profondi cambiamenti, ribadendo che nessuno degli attori del settore agroalimentare può chiamarsi fuori, ovvero pensare d’affrontare questo tempo da soli. Occorre dunque ripartire guardando agli esempi virtuosi che hanno determinato l’affermarsi del Made in Italy agroalimentare, e propongo al direttore di Confagricoltura, Caponi, di farsi promotore di una conferenza per una nuova agricoltura, affinché il nostro Paese non arrivi in ritardo su questa agenza PAC, che determinerà l’affermarsi di un’agricoltura dinamica e resiliente. I professionisti periti agrari e periti agrari laureati sono pronti a fare la loro parte senza reticenze ne infingimenti affinché l’Italia, almeno una volta, diventi la locomotiva dell’Europa.”
Sul canale youtube di Confagricoltura Siena sono disponibili:
Registrazione integrale del convegno - https://www.youtube.com/watch?v=7riWIQgwHC8&t=7162s
Le voce dei relatori - https://www.youtube.com/watch?v=9bRRxbDOyh8














