Scopri le Notizie sull'Accademia

13 Maggio 2025

Premiati gli studenti che hanno partecipato ai corsi scolastici professionali per l'Appennino

Nella mattina di lunedì 12 maggio, presso l’Oratorio di San Filippo Neri a Bologna, si è svolta la presentazione finale delle “Attività formative e di orientamento per lo sviluppo socio-economico dell’ Appennino”, il progetto di studio professionalizzante per le classi di quarta e quinta liceo dell’Istituto di Istruzione Superiore “Arrigo Serpieri” di Bologna e dell’Istituto Professionale di Agraria ad esso collegato “Benito Ferrarini” di Sasso Marconi (BO), promosso dall’Accademia Nazionale di Agricoltura con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la collaborazione del Comando Carabinieri Forestali Emilia-Romagna. Alla presentazione sono intervenuti, in rappresentanza delle istituzioni coinvolte, il Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura, Luigi Stefanini, Presidente Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il Ten. Col. Francesca Becchetti , Comandante Regione Carabinieri Forestali Emilia-Romagna e il Dott. Giuseppe Di Girolamo, Referente dei progetti Istituto di Istruzione Superiore Arrigo Serpieri.

“L’abbandono dei boschi e dei pascoli, la mancanza della mano dell’uomo per la costante cura dell’ambiente ha, nel tempo, determinato un generalizzato e inesorabile degrado dei luoghi con conseguenti ripercussioni negative durante le emergenze climatiche, come di recente si è dimostrato in Emilia-Romagna e in Toscana. Da più parti si afferma – ha detto il Prof. Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura - la volontà di invertire questo degrado, ma in primis bisogna impegnarsi sulla formazione dei giovani, dotandoli della preparazione necessaria e della volontà di spendere la loro attività in questi territori. L’Accademia è da tempo impegnata su progetti che hanno come finalità la rivitalizzazione dell’Appennino e la riscoperta delle belle e importanti realtà che include e continuerà a farlo con impegno.”

“In linea con l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 ‘Città e comunità sostenibili’, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna ha attivato il Programma ASPIRA – Ambiente, Sostenibilità, Partecipazione, Interconnessioni, Reti, Appennini, dedicato allo sviluppo sociale ed economico degli Appennini e delle Aree Interne – ha spiegato Pierluigi Stefanini, Presidente Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Si tratta di una serie di azioni coordinate, co-progettate e co-gestite che vedono la Fondazione protagonista nel loro coordinamento, in un sistema di piena condivisione di intenti con tutti gli attori territoriali. In questo contesto, la Fondazione prevede anche la possibilità di sostenere progetti specifici poi realizzati da enti terzi, come nel caso del progetto presentato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura”.

Il progetto, per l’anno scolastico 2024-2025, ha attivato sette nuovi corsi di studio, svolti da ottobre a dicembre 2024, ai quali hanno partecipato ben 160 studenti, per un totale di 170 ore di lezione, sia in laboratorio che sul campo. Le attività formative sono state concordate con i dirigenti scolastici, i docenti e i tutor di riferimento grazie alla preziosa disponibilità di accademici dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, ufficiali dei Carabinieri Forestali Emilia-Romagna, nonché esperti di associazioni culturali del territorio. Figure, che insieme a quelle di docente orientatore, sono state riconosciute ufficialmente nelle linee guida per l’orientamento da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Agli studenti di ogni corso è stata consegnata una documentazione didattica composta da riviste, dispense, schede e immagini relative al corso da frequentare e, al termine di ogni corso, gli stessi hanno redatto un reportage attestante le nozioni acquisite durante le lezioni frontali e le attività svolte in campo o in laboratorio. Infine, è stata espletata una verifica sul conseguimento dell’obiettivo didattico e sul grado di soddisfazione, riproponendo lo stesso questionario fatto compilare all’inizio del corso.

Il focus: scegliere di lavorare in montagna per salvare il territorio e le comunità locali      
Le “Attività formative e di orientamento per lo sviluppo socio-economico dell’Appennino” hanno avuto come proposito quello di accompagnare gli studenti che si stanno avviando alla conclusione del percorso scolastico, al fine di aiutarli a operare una scelta professionale consapevole, nell’ottica di un futuro lavorativo che possa riflettersi positivamente sullo sviluppo delle comunità locali e dell’Appennino bolognese. I territori montani, storicamente soggetti a fenomeni di spopolamento e marginalizzazione, oggi stanno riscoprendo nuove prospettive di sviluppo grazie all'innovazione tecnologica, alla valorizzazione delle tradizioni locali e alla crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale. In questo modo agevolare l’interesse degli studenti, con tematiche che troverebbero poco spazio nella classica programmazione didattica, può aiutarli a contribuire attivamente a farli diventare futuri protagonisti positivi sul territorio.

Corsi su piante officinali, lavorazione arenaria, conoscenza del bosco e coltivazione         
I sette corsi hanno approfondito tematiche diverse in modo da approfondire la realtà del mondo agricolo, sociale e ambientale montano. Con il corso “La soil thematic strategy della UE e le finalità della carbon farming” sono state evidenziate le condizioni e le cause che negli anni hanno portato il suolo ad un progressivo degrado sia per condizioni naturali, ma soprattutto per una cattiva gestione umana. Inoltre, sono state presentate le Direttive che l’Unione Europea ha fornito per migliorare la fertilità dei suoli e, nel contempo, rallentare l’uso di prodotti chimici evidenziando la problematica del calo del carbonio organico.

In “Coltivazione, produzione e tecniche di estrazione delle piante officinali alla lezione teorica hanno fatto seguito le attività pratiche, organizzate in laboratorio, e sono state fornite le conoscenze riguardanti gli aspetti agronomici delle piante officinali ed aromatiche. Gli studenti hanno così avuto

modo di effettuare esperienze olfattive, con diversi oli essenziali, acquisendo indicazioni circa le tecniche estrattive delle essenze e i principi base della distillazione.

Con “L’arenaria e l’antica arte della lavorazione della pietra” gli studenti sono stati
avvicinati alla scultura su pietra arenaria e alle conoscenze di base di questa pietra, dell’alto Appennino bolognese, utilizzata fin dall’antichità per scopi edilizi e ornamentali. Durante i laboratori sono stati forniti gli strumenti da utilizzare per la lavorazione della pietra e sono state effettuate le diverse attività di taglio, sbozzatura, bugnatura, martellinatura, sagomatura dell’arenaria fino ad arrivare all’attività di scultura in bassorilievo a tutto tondo.

I due corsi dedicati a “Viticoltura di collina e di montagna” e “Frutticoltura di collina e di montagna” hanno spiegato i sistemi di allevamento tradizionali ed innovativi e l'evoluzione integrata delle macchine per la vendemmia e la potatura. Molta attenzione è stata posta sugli effetti del cambiamento climatico e l’utilizzo di strategie innovative per favorire la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici in vigneto. Per la frutta invece gli argomenti principali hanno riguardato i rapporti tra albero, terreno e ambiente, la potatura, le tecniche di nutrizione delle piante, le strutture radicali e le esigenze idriche e di fertilizzazione delle principali specie da frutto.

In “L’organizzazione e gestione del bosco: linee di azione del nuovo TUFF” sono stati analizzati gli aspetti di gestione delle foreste e comprensione dei principi normativi basilari, finalizzati alla gestione sostenibile delle foreste per mezzo delle utilizzazioni forestali: valutazione visiva dell'albero da abbattere e organizzazione delle precedenti fasi in funzione della sicurezza, la tutela del bosco e dell'esbosco dei tronchi, l’adozione delle misure di prevenzione dei rischi mediante l'organizzazione delle fasi lavorative e l’uso dei dispositivi di protezione collettivi e individuali.

Infine, il corso “Il suolo e le sue caratteristiche chimico-fisiche e biologiche” ha fornito le conoscenze di base riguardanti la formazione e la diversa evoluzione dei suoli nel tempo in funzione dei fattori dell’ecosistema (clima, roccia madre, morfologia, biologia animale e vegetale). La modalità di raccolta dei campioni di suolo, le determinazioni analitiche di routine a cui vengono sottoposti e i servizi ecosistemici, uniti al concetto di vocazionalità dei terreni hanno, completato le lezioni.

Soddisfazione unanime per la riuscita dei corsi giunti al terzo anno 
L’attività svolta in questi tre anni dall’Accademia Nazionale di Agricoltura, con il supporto della Fondazione del Monte e Ravenna e la collaborazione dell’Istituto di Istruzione Superiore Arrigo Serpieri, ha evidenziato come attività concordate con i dirigenti scolastici e gli insegnanti bene si integrino ai programmi scolastici, soprattutto per quelle tematiche che richiedono di attività dimostrative di campo o di laboratorio. L’analisi delle risposte fornite dagli studenti, nel questionario fornito al termine dei corsi, ha mostrato sicuramente un aumento del grado di conoscenza delle tematiche affrontate, e il giudizio degli alunni sulla valenza del percorso è risultato positivo, sia sotto l’aspetto orientativo che quello dell’uso di una metodologia didattica laboratoriale, risultata molto coinvolgente. Completa soddisfazione anche per le visite guidate svolte durante il percorso didattico.

L’obiettivo è quello di proseguire anche nei prossimi anni, implementando ancora di più il numero degli studenti e i corsi a disposizione, al fine di implementare l’offerta e la multidisciplinarietà di    conoscenze professionali su tematiche utili alla tutela e sviluppo dell’ambiente e delle economie montane.

Potrebbe interessarti anche

cross