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26 Febbraio 2025

Quale dieta per una vita migliore? Incontro su alimentazione e scienza

La conferenza, svoltasi presso l'aula magna dell'Accademia delle Scienze di Ferrara, si colloca nell’ambito delle prestigiose iniziative organizzate dallo storico sodalizio ferrarese, per fornire alla popolazione fonti un contributo multidisciplinare e indipendente rivolto a fornire le conoscenze scientifiche sull’equivalenza “carne rossa-salute-ambiente”. Si tratta di un argomento oggi molto distorto nella pubblica opinione in quanto, ogni giorno, si riscontrano opinioni anti scientifiche, ideologiche, nonché vere e proprie fake news a fini speculativi che si diffondono in modo tanto capillare e incontrollato da far passare per verità delle idee oggettivamente scorrette. La carne rossa è dotata di alto valore nutrizionale e salutistico, strettamente correlata ad un processo zootecnico accettabile nei reali costi/benefici ambientali pesati nel loro insieme, e ricopre anche un importante ruolo sociale-economico nella filiera produttiva italiana. Tuttavia, l’utilizzo della carne rossa è da tempo oggetto di dibattiti e, più di recente, si assiste ad una vera demonizzazione che include anche affermazioni di impatti negativi sulla salute dell’uomo e dell’ambiente.

La carne può essere sostenibile? È la domanda che da qualche anno sempre più persone si stanno facendo, per vari motivi: salutistici, economici, ambientali, etici. La risposta? Sì. Sempre che, ovviamente, la sua produzione e consumo mantengano precise caratteristiche. Chiediamoci innanzi tutto: che cosa è la carne sostenibile? In sintesi, è quella che si ottiene da allevamenti in cui l’ambiente e il benessere animale sono tenuti in massima considerazione, e il consumo equilibrato le permetta di portare benefici alla salute. Lo stesso dicasi per l’informazione distorta riguardo alcuni temi come la produzione delle carni rosse e l'associazione di consumo alimentare di quantità elevate ad un aumento del rischio di sviluppare alcuni tumori (tipicamente il cancro del colon-retto) ed eventi cardiovascolari come l’infarto miocardico. I relatori hanno affermato la falsità di queste notizie portando dati scientifici che riportano una realtà completamente differente: gli impatti della carne bovina sono in linea con quelli degli altri prodotti animali o vegetali e i 2/3 dei terreni agricoli son dedicati al pascolamento in quanto non utilizzabili per colture arative. Inoltre i dati disponibili, nel loro complesso, suggeriscono in realtà che il consumo di carne rossa, se mantenuto entro i limiti della moderazione seguendo i suggerimenti delle attuali linee guida nazionali italiane, non si associa ad alcun significativo rischio di patologia.

Secondo il Prof. Giorgio Cantelli Forti - "Occorre precisare che nessuna patologia è associata unicamente al consumo di carne rossa, mentre questa rappresenta una fonte primaria di proteine ad alto valore biologico e di macro e micro nutrienti essenziali. Volendo affrontare in maniera centrale questo tema è opportuno inizialmente sottolineare che l’aumento del rischio di comparsa di patologie riferibili alla carne rossa dipende sia dalla quantità e frequenza del suo consumo sia da variabili indipendenti riferibili al singolo consumatore. Pertanto, il consumo di carne rossa sarebbe opportuno definirlo in base alle condizioni individuali di salute ed anche alla necessità di assunzione di macronutrienti e di micronutrienti quali, ad esempio, il ferro e la vitamina B12, di cui essa è un fornitore prezioso. Il fabbisogno di questi indispensabili nutrienti per la salute, che sono difficili da reperire e assimilare dagli alimenti di origine vegetale (nei quali la vitamina B12, ad esempio, è assente), aumenta nelle donne in gravidanza e nei bambini e nell’anziano."

Per la Prof.ssa Silvana Hrelia - "La carne rossa, a lungo demonizzata come nociva per la salute dell’uomo, è in realtà un alimento che, consumato con moderazione nell’ambito della Dieta Mediterranea, apporta all’alimentazione umana proteine di alto valore biologico, e micronutrienti importanti per la salute quali il ferro, per il 40% nella forma maggiormente biodisponibile (eme) per l’organismo, e la Vitamina B12, di cui può arrivare a coprire sino al 100% del fabbisogno giornaliero. Apporta significative quantità di aminoacidi ramificati, fondamentali per la crescita e il mantenimento della massa muscolare, al punto che 100 g di carne bovina ricoprono oltre il 50% del fabbisogno giornaliero. È una preziosa fonte di molecole bioattive quali carnitina, carnosina, Coenzima Q, acido lipoico e creatina, che svolgono importanti funzioni regolatorie nel metabolismo, nonché di peptidi bioattivi, liberati durante la digestione gastrica, con azioni multifunzionali, tra cui quella anti-ipertensiva e anti-infiammatoria. Si tratta pertanto di un alimento da consumare in tutte le età della vita, con speciale attenzione rivolta alle condizioni in cui è importante assicurare apporti adeguati di proteine ad alto valore biologico (età evolutiva, donne, sportivi, anziani)."

Al link è possibile vedere la registrazione della conferenza: https://www.youtube.com/watch?v=zf1-wBF73TA&t=3078s

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