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17 Aprile 2026

Svelati i finalisti della VII edizione del Premio Filippo Re

La cerimonia di inaugurazione del 219° Anno Accademico dell'Accademia Nazionale di Agricoltura, che si svolgerà presso la Sala dello Stabat Mater del Palazzo dell'Archiginnasio a Bologna il 22 aprile 2026, sarà anche l'occasione per premiare i tre finalisti del "Premio Filippo Re - Economia, Società, Ambiente e Territorio". La settima edizione del premio istituito da Accademia Nazionale di Agricoltura e Image Line pone al centro due risorse fondamentali: l'acqua e il suolo. Due elementi che rappresentano la base stessa dell'agricoltura e che oggi richiedono una gestione sempre più attenta. Lavorare per la loro ottimizzazione vuol dire migliorare l'efficienza produttiva e garantire un futuro rigenerativo e sostenibile per le imprese agricole e per l'ambiente. Intitolato al famoso botanico e agronomo italiano, primo segretario dell'Accademia Nazionale di Agricoltura e uno dei suoi più illustri padri fondatori, il premio del valore economico di 2.500 euro quest'anno sarà assegnato alla pubblicazione scientifica che, con approccio multidisciplinare, originale e sguardo di insieme, proporrà nuove idee e progetti che portino l'ottimizzazione delle risorse suolo e acqua per un'agricoltura rigenerativa. Verranno invece assegnati premi del valore di 500 euro a chi si classificherà al secondo e terzo posto.

I finalisti della settima edizione del Premio Filippo Re

Gli studi finalisti della settima edizione del Premio Filippo Re sono quelli di, in ordine alfabetico, Rosangela Addesso dell'Università degli Studi della Basilicata, Bartolo Giuseppe Dimattia dell'Università di Bologna e Andrea Vitali dell'Università di Torino.

"Soil organic matter quality in an olive orchard differently managed for 21 years: Insights into its distribution through soil aggregates and depth" è lo studio presentato da Rosangela Addesso.

La ricerca risponde alla necessità di individuare strategie agricole in grado di contrastare il degrado e l'erosione del suolo e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Lo studio indaga infatti gli effetti di ventuno anni di due diverse gestioni del suolo, sostenibile e convenzionale, in un oliveto situato in Basilicata, sulla qualità e distribuzione della sostanza organica del suolo. La parte innovativa consiste nell'approccio multidisciplinare che integra metabolomica, mineralogia e microbiologia per analizzare in modo olistico la qualità della sostanza organica e la sua interazione con la matrice minerale del suolo. Nello specifico sono state analizzate le caratteristiche chimiche, fisiche, mineralogiche e microbiologiche del suolo ed è stato evidenziato come la gestione sostenibile favorisca una migliore qualità e stabilità della sostanza organica nel suolo rispetto alla gestione convenzionale.

Per saperne di più è possibile guardare il video di seguito: https://www.youtube-nocookie.com/embed/SSA24JvzqTg?si=FnsDq8S4R1jpgroO

Bartolo Giuseppe Dimattia ha invece presentato la pubblicazione dal titolo "Root traits of different wheat cultivars influence soil structure: an X-ray computed tomography and root morphology study".

Il lavoro indaga l'interazione tra le radici di diverse varietà di grano e l'architettura fisica del suolo, identificando in questa sinergia un pilastro fondamentale per la transizione verso modelli di agricoltura sostenibile. La ricerca analizza come la diversità genetica del frumento, esplorata attraverso il confronto tra la cultivar moderna Paragon, la varietà storica Senatore Cappelli e la landrace Watkins238, agisca come motore nella dinamica di formazione e strutturazione dei pori nel terreno. L'approccio multidisciplinare ha integrato protocolli di campo e tecniche di fisica del suolo all'avanguardia e ha fornito informazioni che potranno essere utilizzate in futuro come base per nuovi studi, permettendo di comprendere e prevedere con maggiore precisione l'interazione radice-suolo e di selezionare colture in grado di migliorare attivamente la salute del territorio. L'originalità della ricerca consiste nell'avere identificato e misurato per la prima volta il nesso tra tratti radicali ereditabili e parametri topologici del suolo.

Per saperne di più è possibile guardare il video di seguito: https://www.youtube-nocookie.com/embed/PmZ8AzVOYWE?si=KVRfzMollOxglXdk

Infine, Andrea Vitali ha presentato lo studio intitolato "The environmental and agronomic benefits and trade offs linked with the adoption alternate wetting and drying in temperate rice paddies".

La coltivazione del riso, che richiede la sommersione permanente del suolo durante l'intero ciclo colturale, utilizza il 34-43% del volume di acqua impiegata a livello mondiale per l'irrigazione. I cambiamenti climatici, e nello specifico la diminuzione della disponibilità della risorsa idrica e la competizione per il suo utilizzo tra l'agricoltura e gli altri comparti, impongono alla risicoltura di allinearsi ai principi dell'agricoltura rigenerativa. Di conseguenza, la risicoltura deve partecipare al processo di razionalizzazione dell'utilizzo dell'acqua mediante l'individuazione e l'implementazione di tecniche irrigue che permettano una maggiore produzione di riso per unità di acqua utilizzata, ma che, allo stesso tempo, non compromettano gli equilibri idrologici del territorio e i parametri produttivi. Lo studio ha sperimentato l'applicazione di una tecnica che prevede l'alternanza di periodi di asciutta a periodi di sommersione della risaia, chiamata Alternate Wetting and Drying (AWD), la quale permette un notevole risparmio idrico rispetto alla tradizionale sommersione continua. La tecnica AWD prevede irrigazioni intermittenti delle risaie, ma a differenza dell'irrigazione turnata la sommersione avviene al raggiungimento di certe soglie prestabilite. L'obiettivo di questo studio è quello di presentare una valutazione complessiva degli effetti dell'AWD a diversi livelli di intensità dei periodi di asciutta rispetto all'irrigazione convenzionale, al fine di esaminare contemporaneamente i benefici ambientali e agronomici e favorirne la diffusione.

Per saperne di più è possibile guardare il video di seguito: https://www.youtube-nocookie.com/embed/lOBPJWAKFVE?si=zJQ6HJVV4XHkAMhH

(Articolo disponibile cliccando su Agronotizie).

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